VARESE «Stella mondiale del ciclismo. L’esempio vivente che il connubio tra sport e studio funziona». Con queste parole Renzo Dionigi, rettore dell’Insubria, ha conferito a Noemi Cantele la massima onorificenza dell’ateneo: la Rosa Comacina. Un riconoscimento che pochi personaggi internazionali avevano finora ottenuto e con cui Dionigi ha voluto premiare la ciclista varesina. Campionessa italiana a cronometro in carica e medaglia d’argento e di bronzo ai mondiali: da asso nel ciclismo a studentessa modello. «Noemi ha affrontato l’intero percorso universitario in un periodo denso d’impegni di grande rilievo per la sua carriera sportiva, tuttavia si è laureata in economia con il massimo dei voti e in corso – ha spiegato Dionigi – La giovane campionessa varesina rappresenta un modello da imitare per le nuove generazioni e per tutti gli studenti che si
accingono ad affrontare gli studi universitari». La donna bionica la definirebbe qualcuno. Campionessa nello sport e studentessa modello senza sforzarsi troppo. «A dire il vero non mi è mai pesato molto coniugare le due cose – racconta Noemi – Frequentavo le lezioni e assorbivo tutto come una spugna. Studiavo nelle pause tra una lezione e l’altra e poi il resto del tempo era dedicato agli allenamenti. Non ho mai passato una notte in piedi a studiare, dovevo essere riposata». Ma in realtà qualcosa Noemi ha pur dovuto sacrificare. «La vita privata o meglio, la mia adolescenza – continua – Era impensabile riuscire ad uscire con gli amici, andare a ballare o fare tardi. Ma tutto sommato non sono cose che mi attiravano. Ho sempre avuto chiari i miei obiettivi». Valentina Fumagalli
s.bartolini
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