VARESE La Varese-Como-Lecco? Un plagio della prima versione della Pedemontana, secondo il viceministro delle Infrastrutture, Roberto Castelli, intervenuto a Como per un incontro sul tema della viabilità in Lombardia. Castelli non si è limitato a sottolineare l’inutilità dell’autostrada ma ha anche evidenziato come questa arteria, fortemente voluta dalle Camere di Commercio e dalle imprese dei tre capoluoghi lombardi, sia «totalmente sconosciuta a livello governativo» fuori «da ogni programmazione». Di fatto le parole del viceministro leghista hanno rappresentato vere e proprie bordate all’assessore regionale varesino alle infrastrutture e trasporti, Raffaele Cattaneo (Pdl), che poche ore prima, sempre nel capoluogo lariano, aveva presentato un’ipotesi di studio di fattibilità della Varese-Como-Lecco nella sede della Regione, addirittura ipotizzando un preciso inter di realizzazione che prevederebbe la conclusione della nuova autostrada entro il 2017-2018. Ma Castelli lo ha stroncato.Forse definirlo scontro istituzionale è esagerato, certo che tra Regione e Governo le idee non sono comuni. Il
viceministro lumbard ha messo in risalto l’inconsistenza della proposta, cavalcata dall’assessore, di una autostrada che colleghi le tre città: «Mi sorprende che Cattaneo presenti sempre nuove strade. Ho ben presente le opere necessarie che la Regione ha chiesto allo Stato di introdurre nella nuova intesa generale quadro, ma questa Varese-Como-Lecco proprio non c’è. Se la Regione trova i fondi, che ben venga. Ma noi a livello governativo questa strada non la conosciamo ancora». Poi l’affondo che smonta il progetto dalle fondamenta e sostanzialmente lo definisce irrealizzabile: «Nel 1987 la Varese-Como-Lecco si chiamava nientemeno che Pedemontana. Ma le popolazioni locali non l’hanno voluta. Per questo abbiamo dovuto spostarla sempre più a Sud, fino a portarla vicino a Milano. Mi fa piacere che adesso qualcuno, a distanza di tanti anni, rivoglia quella strada. Non voglio mettermi in polemica, è giusto che la Regione programmi le opere, ma deve farlo “cum grano salis”».
s.bartolini
© riproduzione riservata













