VARESE «I varesini stanno con il cardinale Tettamanzi». Parola di monsignor Luigi Stucchi, vescovo ausiliario del Varesotto che interviene dopo giorni di polemiche politiche simili a un vero e proprio braccio di ferro, tra il Carroccio da un lato e la Chiesa dall’altro.Tutto è partito con l’affondo della Padania e le ultime dichiarazioni di Roberto Calderoli , che ha definito l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi «un imam che pensa solo agli immigrati». Da qui una serie di polemiche fino al tentativo di mediazione di Umberto Bossi in persona, mentre a Varese i vertici della Lega, a partire dal neo segretario cittadino Carlo Piatti fino al capogruppo lumbard Sergio Ghiringhelli, ribadivano le critiche al cardinale «troppo distante dai cittadini». «Sparate come queste non hanno grande seguito nei varesini, anche per lo stile in cui sono espresse – spiega il monsignore, con riferimento alle dichiarazioni di Calderoli – La gente che incontro io si interroga su questo momento difficile che stiamo attraversando cercando di capire e interpretare il cambiamento con coraggio per costruire un cammino comune».In
realtà i rapporti tra la Lega e il cardinale non sono mai stati facili, basti pensare alla manifestazione di protesta contro Tettamanzi organizzata l’anno scorso proprio dalla Lega a Varese. Forse alla base di tutto sta la condanna esplicita e reiterata da arte di Bossi contro il Concilio Vaticano II, giudicato dal senatur la causa dei mali: «Il Concilio – commenta Stucchi – è un movimento vivo e tutti i suoi frutti devono ancora essere colti. Ci sono momenti in cui prevale la paura e la chiusura ma questi interpreti esasperati non fanno il bene della società. Tra l’altro chi dice di rifarsi alle tradizioni cristiane dovrebbe saper vivere giorno dopo giorno il messaggio del Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa». Anche in provincia di Varese, dunque, il cardinale Tettamanzi continua ad essere punto di riferimento morale e spirituale: «C’è un legame profondo con il popolo. Anche persone che non vanno in chiesa e che addirittura non sono credenti mi dicono di chiedere all’arcivescovo di proseguire in questa sua opera pastorale».
s.bartolini
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