Varesino muore di stenti all’ippodromo di Milano

Varesino muore di stenti all’ippodromo di Milano

Lo chiamavano il Lupo, e un po’ l’aria del lupo solitario ce l’aveva per davvero, al punto che quando è stato scoperto morto in un locale dell’ippodromo di Milano in via Montale, si è pensato ad un clochard stroncato dall’ondata di gelo che si è abbattuta sull’intero paese. Il primo a cadere, quest’anno. Ma Aldo Lupi, 50 anni, varesino di nascita, milanese d’adozione, ex dipendente dell’ippodromo, e collaboratore della società che gestisce l’impianto sportivo milanese, è morto probabilmente a causa di un male inguaribile che lo aveva colpito al fegato. Echi lo conosce, ritiene che si sia lasciato morire a due passi da quei cavalli che avevano costituito la passione di tutta la sua vita.

Non è comunque morto a causa del freddo: perché nello stanzino che si era ricavato poco lontano dalle scuderie, nella selleria, c’era una stufetta ad olio perfettamente funzionante e ancora calda quando il suo cadavere è stato scoperto. La polizia ha anche appurato che non vi sono segni di violenza su suo corpo. Era solito trascorrere le notti lì, dove aveva sistemato un materasso e un giaciglio di fortuna. La società Trenno, che gestisce l’ippodromo di via Montale, ne era a conoscenza e chiudeva un occhio. Aldo, non sposato e senza figli (unico parente è una sorella), attraversava un periodo di difficoltà. Probabilmente, sostengono i suoi conoscenti, si è lasciato morire: orgoglioso, rifiutava ogni offerta d’aiuto.

f.tonghini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google