Roma, 4 mar. (Apcom) – Nell’ultimo decennio i docenti precari
della scuola sono più che raddoppiati; a seguito dell’arrivo di
stranieri nello stesso periodo si è incrementato il numero di
alunni e studenti, Anche se solo al Nord, mentre è sceso quello
degli iscritti al Sud e dei docenti di ruolo. I dati sono stati
presentati oggi dal ministero dell’Istruzione attraverso un
corposo e dettagliato rapporto da 243 pagine dal titolo “10 anni
di scuola statale: dati, fenomeni e tendenze del sistema
d’istruzione”.
I dati, che riguardano gli anni scolastici dal 1998/1999 al
2007/2008, descrivono innanzitutto un scuola sempre più orientata
ad assumere personale precario: mentre i docenti di ruolo sono
diminuiti del 3,4 per cento, quelli a tempo determinato (per
supplenze annuale o fino al termine dell’anno scolastico, escluse
quindi le supplenze brevi) sono passati da circa 64mila a
141mila. Così se nel 1998 c’era un insegnante precario ogni 12 di
ruolo, oggi ve ne è addirittura uno ogni 6.
Per quanto riguarda gli alunni, invece, l’aumento è stato più
modesto: mediamente appena superiore al 3%. Peraltro associabile
essenzialmente all’arrivo di alunni e studenti stranieri
(cresciuti di 6 volte): tanto che al Nord, dove sono concentrate
le famiglie di nazionalità non italiana, il trend decennale ha
fatto registrare un incremento di iscritti del 13%.
Mentre al Sud si è assistito ad una riduzione del 6%. Il
risultato è che se al Meridione nel 1998 c’erano un milione di
alunni in più rispetto al Nord, oggi il divario si è
assottigliato a 350.000 unità.
Il rapporto ha anche analizzato l’andamento delle iscrizioni nei
corsi superiori: i nostri ragazzi hanno confermato la corsa ai
licei (+27%). Hanno tenuto bene i professionali (+13%). Mentre i
tecnici, che ieri il ministro Gelmini ha detto di voler
rilanciare, hanno fatto registrare una flessione del 7%.
Alg
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