Russia; Storico accusa: Libro su Stalin censurato dal Cremlino

Russia; Storico accusa: Libro su Stalin censurato dal Cremlino


Roma, 4 mar. (Apcom)
– Ieri – scrive il Guardian britannico – la
casa editrice russa Atticus ha deciso di cancellare la
pubblicazione di un celebrato libro dello storico Orlando Figes
sulla vita quotidiana e la repressione in Russia ai tempi di
Stalin. Ufficialmente, la decisione è stata presa in conseguenza
della crisi economica, ma Figes non ci crede e accusa il clima
politico del momento. Secondo Figes, la decisione è stata frutto
di pressioni politiche e rispecchia il desiderio del Cremlino di
riabilitare Stalin.

In un articolo pubblicato sul quotidiano britannico lo stesso
Figes esprime direttamente il suo punto di vista. “la storia
raccontata nel mio libro (‘I sussuranti: la vita privata nella
Russia di Stalin’) è scomda per il regime attualmente al potere
in Russia”.

Sottolineando che il suo libro, pubblicato originariamente in
inglese, è stato tradotto in 22 lingue e in tutti le lingue
europee dell’ex blocco comunista “eccezione fatta per il Russo”,
Figes ricorda un episodio a suo avviso decisivo per spiegare la
mancata stampa del volume a Mosca.

Nel giugno 2007, in una conferenza con gli insegnanti, “Putin –
scrive Figes – invitò i maestri e i professori russi a insegnare
il periodo staliniano, presentandolo in una luce maggiormente
positiva. Fu Stalin, disse Putin, a rendere grande l’unione
sovietica, fu Stalin a vincere la guerra con Hitler, e i suoi
‘errori’ non furono peggiori di quelli commessi dall’occidente”.

Non a caso, prosegue Figes, in Russia c’è una sorta di manuale di
storia ufficiale (“Un manuale per gli insegnanti” si chiama) e
“secondo uno dei suoi autori, Pavel Danilin, scopo del libro è
presentare la storia russa non come una sequenza di disgrazie e
errori, ma come qualcosa che possa ancora ispirare l’amore per la
propria patria”.

Ma Figes denuncia anche fatti e intimidazioni più esplicite e
pesanti. Il 4 dicembre, rivela, un gruppo di uomini mascherati
del comitato investigativo della procura generale hanno
sequestrato vari documenti nella sede dell’Ong che si occupa di
diritti umani e del ‘recupero della memoria russa’, Memorial, con
cui lo stesso Figes ha collaborato per la stesura del libro.
“Anche tutti i materiali che avevo raccolto io in collaborazione
con memoriale furono confiscati”.

La conclusione di Figes non lascia adito a dubbi: “il raid è
stato solo un episodio di una più ampia lotta ideologica.
L’obbiettivo è controllare chi pubblica libri di storia e chi
insegna storia in Russia e tutto questo può aver influenzato la
decisione della casa editrice Atticus di cancellare il mio
contratto”.

VGP

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google