Roma, 4 mar. (Apcom) – Il Senato si concede un po’ di respiro sul
controverso tema del testamento biologico. Divisioni, prima e
dopo la morte di Eluana Englaro, erano emerse sia tra i due
schieramenti che tra i banchi di ognuno di essi. E crepe sono
spuntate ancora ieri tanto nel Pd che nel Pdl. Meglio, allora,
limare ancora il testo, cercare nuove mediazioni, e, magari, far
raffreddare un po’ gli animi prima di arrivare alla prova del
voto nell’emiciclo di Palazzo Madama.
L’arrivo in aula, previsto inizialmente per domani, è stato
fissato al 19 marzo. La conferenza dei capigruppo del Senato,
riunita ieri, ha poi deciso che, dopo un paio di giorni per la
discussione generale, si inizierà a votare il 24 marzo.
Al disegno di legge del relatore Raffaele Calabrò (Pdl), intanto, è arrivato il primo via libera. La commissione Affari costituzionali ha approvato un parere favorevole che andrà poi rivisto dall’aula al momento di esprimersi sulle pregiudiziali di costituzionalità. Semaforo verde, o meglio arancione, perché i senatori della prima commissione hanno condito il loro ‘ok’ con una “osservazione” sull’articolo due del ddl, quello che il Pd vorrebbe cancellare ‘tout-court’: “Il complesso bilanciamento tra diritto alla vita, diritto all’autodeterminazione, dovere di solidarietà e di cura, libertà professionale e di scelta da parte del medico – hanno scritto nel loro parere non vincolante – potrebbe tradursi in una formulazione meno assoluta”. Considerazione che va a sommarsi ai rilievi già formulati dall’opposizione,
ma emersi anche in seno alla maggioranza. Critiche di merito, dubbi su una materia che interpella le coscienze, così come appunti alle incongruenze giuridiche e sintattiche di un testo preparato nell’urgenza del caso Englaro. Tanto che, trascorso il termine per il deposito degli emendamenti ordinari, il relatore in persona presenterà, oggi, degli ulteriori emendamenti. Che dovrebbero vertere sul nodo messo in evidenza dalla commissione Affari costituzionali così come su una questione cara all’anima cattolica del Pd, quella dell’eccessiva burocratizzazione delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (ruolo del notaio, periodicità delle dichiarazioni). Il nodo dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali? “Credo che il relatore manterrà la sua posizione anche se, da persona sensibile, passerà delle notti insonni”, risponde il presidente di commissione Antonio Tomassini.
Ska/Kat
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