Roma, 5 mar. (Apcom) – “Il Sudan rappresenta oggi la voce più
forte nel mondo che rifiuta il dominio del colonialismo”, ha
detto il presidente sudanese Omar al Bashir di fronte alle
migliaia di suoi connazionali radunati oggi nella capitale
Khartoum.
La manifestazione, trasmessa in diretta dalla tv di stato, ha
mostrato un Bashir deciso a dire “no, no, e ancora a no” al
mandato di arresto spiccato ieri dalla Corte Penale
internazionale (Cpi) per crimini di guerra e contro l’umanità
commessi in Darfur e a “tutte le pressioni politiche e economiche
del Consiglio di sicurezza e del Fondo monetario”. Il discorso è
stato incentrato sulla storia del Paese, con il presidente che ha
ripercorso le tappe della lotta del suo popolo contro al
dominazione inglese.
Per al Bashir, interrotto spesso dalla folla al grido “non ci
inginocchieremo che ad Allah”, “i crimini di guerra e di
sterminio della popolazione li hanno fatti loro (gli occidentali)
in Vietnam, in Iraq e in Palestina”. Ed è proprio l’ultima
offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza il cavallo di
battaglia di al Bashir: “Il crimine a Gaza – ha detto – è stato
consumato davanti agli occhi di tutto il mondo … Lì sì che sono
stati compiuti degli autentici crimini.
“In Iraq, invece – ha proseguito – hanno ucciso 2 milioni di
persone e ne hanno fatti sfollare altri sette”, e “poi vengono a
dire a noi che compiamo crimini e genocidi”. L’accusa del
presidente all’Occidente è questa: “Contro di noi parlano di
difesa dei diritti, mentre in realtà sono proprio loro a violare
per primi questi diritti”. Il bagno di folla galvanizza il
presidente che in chiusura è protagonista di un autentico show,
ripetendo al microfono per una decina di volte la parola
“respingiamo”, con la folla che risponde “sì, sì respingiamo”.
Fth
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