Roma, 6 mar. (Apcom) – Il cornetto notturno non fa concorrenza
alla birra del pub. Qualche problema semmai lo avrebbe creato
proprio la scelta del Campidoglio di far chiudere tutti i
laboratori all’una, creando un vantaggio a favore dei locali, che
abbassano le serrande alle due di notte. A puntualizzarlo è
Antonio Fainella, responsabile sindacale della Cna
(Confederazione nazionale dell’artigianato) di Roma. “Noi non
riteniamo – spiega Fainella – che ci sia un problema di
concorrenza”. E anche ammesso che un tale problema esista,
sottolinea, “non si può risolvere creando un problema di
concorrenza in senso opposto”.
Il giorno dopo il passo indietro del Campidoglio, che ha ritirato
l’annuncio di anticipare all’una l’orario di chiusura dei
laboratori artigiani, per fissarlo alle due, in linea con gli
altri esercizi, è ancora polemica. La verità, spiega Fainella, è
che il provvedimento sugli orari di chiusura dei laboratori
artigiani annunciato dal Campidoglio, non era legato alla
concorrenza, ma alla sicurezza e “trovo un po’ ridicolo però
affrontare i problemi di ordine pubblico con le ordinanze sui
cornetti”. Positivi invece gli interventi che vanno nella
direzione della omogeneizzazione degli orari che puntino a
introdurre nuovi requisiti. “Non siamo contrari – spiega Fainella
– a norme che innalzino la qualità dell’offerta e della presenza
degli artigiani all’interno della città. Vanno favoriti quelli
che offrono qualità o quelli storici, come le pasticcerie che
risalgono all’Ottocento”.
“Lavoreremo – aggiunge – perché le nostre attività si elevino
anche sotto il profilo del decoro e del rispetto delle esigenze
di chi vive nel centro storico. Infatti siamo stati noi a porre
noi il problema dell’immagine. Per esempio, che non si veda al
Pantheon un cono fluorescente di 2 metri alla porta di una
gelateria, perché quello disturba la città”.
“Il Comune però – sottolinea Fainella – ha già lo strumento per
valorizzare l’artigianato di qualità: l’albo ‘Roma Arte Eccelsa’,
introdotto nel 2004 ma scarsamente utilizzato. E’ un albo molto
serio, che contiene già una ventina di disciplinari. Bisognerebbe
fare lo sforzo di introdurre anche quelli per i prodotti
alimentari”. Anche la Regione, un paio di anni fa ha introdotto
un albo simile, continua Fainella, in collaborazione con la
Camera di commercio. “Bisognebbe unificare gli albi e introdurre
i nuovi disciplinari. Noi sulla qualità siamo molto disponibili a
lavorare”.
Dpn
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