BUSTO ARSIZIO Quando si dice una scena da film: metti un lunedì sera da Blockbuster, nella calma sonnolenta delle 21, con qualche cinefilo a zonzo tra gli scaffali alla ricerca di un vecchio titolo in offerta e qualcun altro che invece vuole portarsi a casa un Dvd da “Blockbuster night”. Dal soffitto provengono dei rumori misteriosi, sembrerebbero passi: i commessi iniziano a insospettirsi quando con un tonfo sordo crolla un pannello e un’ombra scura, con un verso stridente e acutissimo, si mette a correre all’impazzata tra gli scaffali, seminando il panico. Un animale, certo, ma che tipo? Mentre l’intruso si era rifugiato in uno sgabuzzino buio – la cui porta i presenti si guardavano ben bene di aprire – a qualcuno viene in mente di chiamare i pompieri. Che hanno svelato l’arcano: nient’altro che un gatto, forse ancora più spaventato di clienti e personale di Blockbuster. In effetti il povero micio se l’era vista brutta: intrufolatosi chissà
come in uno dei condotti di areazione del negozio, il gatto – più che “sul tetto che scotta” – era rimasto intrappolato nel sottotetto al freddo e al gelo. Dopo aver cercato di liberarsi dal controsoffitto, il gatto (un bel micione di strada, tra l’altro, vedasi il Romeo degli Aristogatti) ha fatto un volo di un paio di metri (cadendo in piedi, ovviamente, ma tant’è) ritrovandosi catapultato in un ambiente sconosciuto e all’apparenza ostile, viste le urla. Più teneri sono stati i pompieri di Busto, che lo hanno subito estratto dalla gabbia usata per catturarlo cercando poi di calmarlo. Ma alla fine, è arrivato l’happy end: una delle commesse di Blockbuster si è presa a cuore la causa del micio, portandoselo a casa. I gatti sono capaci di avventure rocambolesche che non hanno paragone con quelle canine (sebbene quest’ultimo filone, cinematograficamente, sia stato abbondantemente sfruttato): vuoi mettere un Hachiko o un Marley con il gatto cinefilo?Laura Campiglio
m.lualdi
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