Roma, 6 mar. (Apcom) – Il 2009 sarà un anno nerissimo per l’economia italiana e il governo cerca di correre ai ripari, chiamando le forze produttive a uno sforzo corale e preparando nuove risorse per gli ammortizzatori sociali. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha scelto la nuova cornice del Credit day – ribattezzato più italianamente ‘Imprese, lavoro, banche’ – per lanciare un messaggio chiaro e diretto al tessuto produttivo nazionale, soprattutto alle banche. Che ora con i Tremonti bond, “un canale dare ossigeno per l’economia”, avranno un sostegno importante a
un “costo limitato” e potranno aumentare gli impieghi, con un effetto leva complessivo stimato dal ministro in 170 miliardi. In questo momento, infatti, il “rischio dei rischi” è la stretta creditizia, che va contrastata in maniera “strategica” per evitare che un nefasto avvitamento a catena di imprese, lavoratori e banche. Un rischio concreto di cui l’esecutivo sembra essere ben cosciente, tanto che – ha annunciato Tremonti – lavora già a mettere sul piatto un nuovo “gruzzoletto” per finanziare forme di sostegno al reddito, aiutando in particolare i parasubordinati (lavoratori a progetto).
“Il 2009 – ha esordito il titolare di via Venti Settembre – sarà
un anno ancora più difficile del 2008. Il che è tutto dire”. Un
incipit semplice e diretto per mettere subito le carte in chiaro
davanti alla folta platea dei rappresentanti di industriali,
banche, commercianti, artigiani e sindacati. E per chiedere
quindi uno “sforzo collettivo per ridurre, per quanto possibile,
l’impatto della crisi”, con gli obiettivi fondamentali della
“coesione sociale” e della “conservazione della base
industriale”. Bisogna quindi combattere con tutte le forze la
stretta nell’offerta di credito, aumentandolo “alle imprese sane”
e non riducendolo a quelle “in momentanea difficoltà”. Anche
perchè i dati disponibili segnalano che in Italia c’è un
irrigidimento dell’offerta di credito alle imprese addirittura
maggiore rispetto ai partner europei.
Il Governo, ha garantito il ministro del Lavoro Maurizio
Sacconi, è al lavoro per garantire un ulteriore aiuto ai
lavoratori co.co.pro. che perdono il lavoro. “Ci può essere un
problema di rafforzare le protezioni per i circa 500mila
lavoratori a progetto che, avendo un solo committente, si trovano
più in emergenza”. Proprio per questi lavoratori “è prevista
un’indennità del 10 per cento e stiamo valutando di rafforzarla:
valutiamo ulteriori aiuti”.
Red/Kat
© riproduzione riservata










