“E adesso tu e Luca proteggeteci da lassù”

“E adesso tu e Luca proteggeteci da lassù”

VARESE Voleva fare l’accademia delle belle arti. E ci stava pensando seriamente, pur con tutte le difficoltà del caso. Martina Novembre si era diplomata lo scorso giugno all’Einaudi ma aveva un talento indiscusso per il disegno che avrebbe voluto coltivare, nonostante il primo anno delle superiori passato al liceo artistico Frattini e finito con la bocciatura l’avesse convinta a cambiare strada. Eppure non aveva mai messo da parte carta e matita, e i suoi insegnanti se lo ricordano bene:

Martina era bravissima e faceva ritratti e caricature per compagni e professori. «Ne ho a casa due che aveva fatto per me – racconta Anna Mento, la sua ex insegnante di economica aziendale – con lei avevo un legame particolare, era una ragazza molto sensibile e molto fragile. Eravamo rimaste in contatto, ci sentivamo spesso anche negli ultimi mesi: Martina mi chiedeva sempre consiglio su cosa fare. Ho ancora nel telefonino i suoi sms, non mi sembra vero».

IL GIORNO DELLA MATURITA’
Adesso lavorava alla pasticceria Brenna di Biumo Inferiore. Si era presa un anno di pausa dopo il diploma. «Aveva una grande voglia di vivere e una passione particolare per gli schizzi a mano libera. Eravamo amiche anche su Facebook e ricordo che prima delle interrogazioni mi chiedeva cosa ripassare. Comunque le sarebbe piaciuto proseguire gli studi». Di lei si ricordano quasi tutti all’Einaudi. Anche Maria Rosa Rossi, insegnante dell’istituto che non l’ha mai avuta come alunna, ma aveva avuto modo di conoscerla bene. «Ha l’età dei miei figli e l’ho conosciuta quando frequentava l’oratorio di San Vittore. Era una ragazza solare, anche se a scuola aveva avuto delle difficoltà. Me la ricordo il giorno dell’interrogazione per la maturità, aveva fatto un approfondimento sui mondiali di ciclismo ed era agitatissima, ero stata con lei a tranquillizzarla. Ho ancora davanti il suo viso in quel momento».

TANTISSIMI MESSAGGISoprattutto Martina aveva un legame molto stretto con il papà e la mamma. «Gli era affezionatissima», ricorda l’insegnante. Intanto su internet si susseguono senza tregua i messaggi degli amici. 232 solo quelli registrati su Facebook, fidanzato storico compreso. «In cinque anni mi hai fatto vivere il sogno più bello della mia vita – scrive proprio lui, Lorenzo Bertoni – grazie di tutto amore». E poi un susseguirsi di dolore e di affetto, tra amici di sempre e compagni di classe: «Più ci penso e più non voglio crederci… Sarai sempre nel mio cuore sorellina! Ti voglio bene», arriva da Paolo Pucci; «I nostri 3 anni passati insieme sono stati stupendi e indimenticabili – scrive Valentina Gumirato – Non posso ancora credere che non rivedrò più quel tuo splendido sorriso. Vola in alto… compagna di banco e di casini! Ti voglio un mondo di bene e ci mancherai tantissimo»; «Ora anche tu

te ne sei andata in cielo, ma sono sicura che insieme a Luca ci proteggerete dall’alto… E che sarete sempre sorridenti come vi ho conosciuto io», si legge nel post di Anna Moraschinelli che ricorda l’amicizia con Luca Vilardi, il ragazzo deceduto quest’estate nell’incidente stradale più grave dell’anno scorso e che come Martina frequentava l’Einaudi. «Guardare la tua foto qui accanto mi fa venire la pelle d’oca – scrive Alex Crestini – Ci mancherai tanto», e altre messaggi affettuosi arrivano da Alessandro Minazzi, «Nessuno ti dimenticherà, sarai sempre nei nostri cuori» e da Maria Miceli, «Ti vorrò sempre bene e ti terrò nel mio cuoricino». In casi come questo però il dolore si trasforma in incredulità e talvolta in rabbia pura e semplice per l’incapacità di spiegarsi razionalmente quanto accade. «No, a 20 anni è inaccettabile», aggiunge Sergio Nucifora, preceduto da Brunilda Gjoka, «ti prego dimmi che non è vero».

s.bartolini

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