VARESE Il figlio del Senatùr al Pirellone è una possibilità che ai varesini non dispiacerebbe. In questi giorni stanno aumentando a dismisura le indiscrezioni sul possibile ingresso di Renzo Bossi nel listino bloccato legato al nome del candidato presidente per entrare in consiglio regionale senza passare dal voto. E l’ultima indiscrezione, in ordine di tempo, è quella che lo vedrebbe in pista per diventare assessore regionale allo sport. Non un’ipotesi fuori dal mondo, visto che Renzo da anni è ormai il manager della nazionale di calco della Padania. Di sicuro, si tratta di un’indiscrezione ancora da valutare. Il giovane Bossi è residente a Gemonio, e quindi il suo ingresso potrebbe portare la realtà del Varesotto a una ulteriore rappresentatività all’interno della Regione. La proposta viene accolta con favore dalla base varesina, la quale al momento è però più impegnata nella formazione della lista provinciale, e quindi in un partita dove il figlio di Bossi non entrerà.«È una possibilità sulla quale decideranno i vertici regionali del partito – dice il segretario cittadino del Carroccio Carlo Piatti – Per noi va benissimo. Sarebbe comunque una notizia che apprenderemo dall’alto, perché la sezione di Varese non influisce su questo tipo di decisioni. Se per Renzo c’è la possibilità dell’ingresso nel listino bloccato, noi dobbiamo affrontare la formazione delle liste a livello provinciale. O meglio, la nostra sezione deve impegnarsi ad avere un candidato che sia rappresentativo del capoluogo, quindi siamo più impegnati su questo fronte».Sulle stessa lunghezza d’onda il capogruppo lumbard Sergio Ghiringhelli: «Lo decideranno i vertici, ma non ci trovo niente di scandaloso. Renzo, se verrà candidato, sarà
un giovane che ha fatto molta esperienza e che viene promosso a un livello istituzionale. Visto che ci saranno polemiche su questa faccenda, chiariamo subito che i figli di Bossi e di Manuela Marrone non sono i tipici rampolli dell’alta società borghese, come nell’immaginario si vedono i tanti figli di politici a Roma. Sono ragazzi comuni e in particolare Renzo non si è mai tirato indietro dall’attività di partito, anche quando si trattava molto umilmente di affiggere manifesti».La sua esperienza nella nazionale padana è poi un punto di forza. «Di sicuro non è stato inattivo fino a ieri – continua Ghiringhelli – oltre che come manager della squadra di calcio, si è impegnato in molte altre attività».Il figlio del Senatùr è anche presidente di un’associazione di piccole e medie imprese del territorio di Varese, il cui scopo è quello di promuovere il made in Italy nel mondo. «I vertici hanno la nostra fiducia – commenta il dirigente cittadino Marco Bordonaro – se la loro decisione sarà quella di candidare Renzo, incontrerà il nostro favore». E anche lo stato maggiore leghista approva. «Non ho seguito gli sviluppi delle regionali – commenta il senatore Fabio Rizzi – ma il nostro movimento ha sempre voluto puntare sui giovani, non mi meraviglio quindi della scelta di Renzo per entrare al Pirellone. Per fare un esempio, in Senato noi siamo il partito con l’età media più giovane, visto che la maggioranza dei nostri senatori è sotto i 50 anni e l’età minima per entrare in Senato è di 40 anni. Nell’ipotetica candidatura di Renzo non ci vedo niente di male».Marco Tavazzi
s.bartolini
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