BUSTO ARSIZIO Arriva il giorno contro la mafia, organizzato dai giovani al museo del Tessile dalle 19.30. E da una nostra inchiesta si scopre che sono proprio le nuove leve a credere che questo fenomeno riguardi Busto. Gli adulti e gli anziani tendono a levare gli scudi: Busto è «terra di lavoro e di gente onesta». Suona così – in estrema, desolante sintesi – il parere del bustocco medio, che davanti all’incessante avanzata delle organizzazioni malavitose su tutto il territorio preferisce chiudere gli occhi, o guardare altrove. Eppure ci sono stati inchieste e arresti, dalla recentissima Replay fino alla maxi operazione, qualche mese fa, anti ’ndrangheta che portò a una quarantina di arresti, o la notizia che
proprio da Busto dovevano partire le armi per assassinare l’allora sindaco di Gela, Rosario Crocetta.«Senta, qualcosa sarà anche successo, e son cose ben brutte» mugugna un pensionato, evitando accuratamente la parola “mafia” proprio come si dice “brutto male” per “tumore”. «Però Busto è una città di brava gente, onesta, che lavora e ha sempre lavorato. Allora tutto questo parlare di queste cose qui non lo capisco. E se non mette il mio nome sul giornale è meglio». Non tutti ragionano così. «Negli ultimi mesi ho sentito parlare di mafia – ammette Alessandra Luoni – E’ importante parlarne, comunque: sono contenta che i ragazzi delle scuole organizzino una serata a tema, prenderò esempio da loro per informarmi meglio». Laura Campiglio
m.lualdi
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