VARESE (a. morl.) Verranno oscurati i cartelloni «hard» comparsi su Viale Europa, quelli che pubblicizzano un noto bar di Lugano, l’Oceano, dove dopo un drink si può salire in camera con una ragazza. Un provvedimento preso dal comune di Varese perché all’interno del regolamento comunale è scritto che i manifesti pubblicitari devono essere decorosi. «I cartelloni saranno oscurati entro due giorni» spiega Salvatore Giordano, assessore al commercio. La stessa sorte era capitata ai manifesti affissi a Como e a Mariano Comense, precisi e identici a quelli comparsi qui ma con modelle di colore. Le foto dello scandalo varesine, invece, mostrano le chiappe sode di una ragazza bionda, parzialmente nascoste dalla bandiera rossa della Svizzera. Un cartellone esplicito, il cui significato viene ulteriormente chiarito da una didascalia: «senza censura al – nome del bar -». Ulteriori informazioni sull’attività del locale si trovano all’indirizzo internet scritto a caratteri cubitali sul manifesto. Lì ci sono testi e fotografie che vanno subito al sodo, ben oltre l’immaginazione. Si tratta di un locale dove «l’uomo incontra la donna non al computer, ma esattamente lì dove il piacere c’è e viene cercato da uomini e donne in carne e ossa». In altre parole: «entri, scegli la ragazza e tenti il piacere».Tutto in regola con le norme elvetiche, dove la prostituzione “controllata” è legale. Tanto che le escort possono praticare
la professione pagando le tasse e sono tutte iscritte in un registro. Un concetto, quello della legalità, ribadito dal logo del manifesto. Forse la pubblicità non era così necessaria, calcolando che sono numerosi i clienti italiani che varcano il confine per praticare sesso facile con ragazze per la maggior parte brasiliane o provenienti dall’Europa dell’Est (ma tra di loro non mancano neppure le italiane). Questo non è l’unico locale svizzero ad offrire questo genere di servizio: c’è né per tutte le tasche, aperti a tutte le ore del giorno e della notte. A poche ore dalla decisione di censurare il manifesto, l’opinione pubblica varesina si divide. C’è chi considera il provvedimento troppo bigotto. Del resto, in certi casi, l’immagine femminile che emerge dal piccolo schermo è anche più volgare di un formoso lato B parzialmente oscurato da una bandiera. Le motivazioni del provvedimento le spiega l’assessore Salvatore Giordano: «Noi non entriamo nel merito dell’attività che svolge il locale, ma reputiamo il messaggio divulgato dal manifesto non accettabile. Non è opportuno neanche dal punto di vista religioso, visto che nel regolamento comunale è previsto il rispetto della morale cattolica. Inoltre mi risulta che la Svizzera abbia detto che il manifesto rappresenta un vilipendio alla bandiera. Il messaggio si rivolge ai varesini e la pubblicità è inopportuna perché istiga ad attività da noi non consentite».
e.marletta
© riproduzione riservata













