VARESE Non bisognerebbe mai dare troppo retta ai numeri e alle classifiche: bisognerebbe infischiarsi di quel che dicono e guardarli solo alla fine. Prendete la partita di oggi: tra Milano e Varese ci sono otto punti di differenza, penalizzazioni comprese. Insomma, una sfida decisa ancora prima della palla a due. Fesserie. Prima di tutto perché si tratta di un derby, mica di una partita normale: una partita che fa storia a sé e che proprio non ci sta a essere ingabbiata da pronostici senza senso. E poi perché Varese, questa Varese, non ha nessuna intenzione di passare con il ruolo di vittima sacrificale. La città ci crede, la gente ci crede e ciò che più conta è che ci credono davvero anche i
giocatori: bastava guardare nelle loro facce in uno qualsiasi degli ultimi allenamenti, bastava ricordare la partita quasi perfetta di domenica scorsa con Pesaro. Varese può vincere, oggi: non è detto che ci riuscirà, ma per adesso ci accontentiamo di un derby da giocare. E non è poco, se ci si ricorda che un anno fa proprio di questi tempo la Cimberio si stava preparando per affrontare la trasferta di Brindisi. «Ci credo, ci crediamo»: il presidente Claudio Castiglioni ha bisogno di partite così, per ricordarsi che in fondo è bello essere alla guida di una realtà come Varese. «Ci crediamo – dice – e abbiamo organizzato una trasferta in grande stile: dal Palace è partito un pullmino con sedici persone. Ci saremo tutti».
e.romano
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