VARESE Ci sono la multa per sosta vietata in centro Lugano mai pagata, la contravvenzione per ingresso in zona a traffico limitato in Ticino dimenticata senza troppi pensieri, e quella per divieto di sorpasso che si spera non arrivi mai a casa. Ma dalla prossima estate, per gli automobilisti varesini, la musica è destinata a cambiare. Un accordo con l’Aci, permetterà alle Polizia dei Cantoni svizzeri di accedere direttamente ai dati degli automobilisti italiani che hanno commesso infrazioni “minori” oltreconfine, per rintracciarli e obbligarli a pagare.
OBERATO DI LAVORO
Il nuovo sistema, avviato dopo un lungo negoziato, partirà in via sperimentale per alleggerire il lavoro del Centro di cooperazione di polizia e doganale di Chiasso (dove le forze di polizia dei due Paesi collaborano contro la criminalità transfrontaliera), da sempre oberato di lavoro per rintracciare le targhe degli italiani “pizzicati” in contravvenzione in Ticino. Tanto che le polizie cantonali svizzere nel 2008 hanno chiesto oltre 100 mila immatricolazioni italiane e da dicembre 2008 hanno deciso di tagliare: «Abbiamo comunicato alle polizie che non avremmo più eseguito richieste riferite a infrazioni sotto un certo valore, per liberarci dalla grande mole di lavoro a cui eravamo sollecitati, mentre i nostri compiti principali sono altri – spiega il capitano Cristophe Cerinotti, dirigente svizzero del Ccpd – Un lavoro, per giunta svolto a titolo di favore, perché le polizie in base all’accordo bilaterale, non avrebbero neppure rivolgersi al centro».
FACILE FARLA FRANCA NEL 2009Il servizio è rimasto per tutte le contravvenzioni con reati o incidenti, escluso per le altre al di sotto dei 120 franchi (80 euro) e le richieste di dati degli italiani sono state ridotte di circa il 40%. Nel 2009, cioè per i varesini multati in Svizzera è stato ancor più facile farla franca. Ma tra pochi mesi cambierà tutto: i vigili elvetici potranno accedere agli intestatari delle infrazioni senza passare dal Centro, grazie a un accordo che permette di utilizzare
la banca dati Aci: «In realtà, già oggi si può usufruire del servizio, ma pagando una somma elevata – dice Cerinotti – Entro l’estate dovrebbe entrare in funzione un sistema che permetterà alle 26 polizie cantonali svizzere di accedere facilmente alle informazioni, tramite un abbonamento. Se a Roma la cosa va in porto, si potrà risolvere il problema e potremo concentrarci sul lavoro polizia criminale». E anche dopo diversi mesi, il procedimento non decade: è presumibile che una pioggia di multe stia per arrivare sulla provincia.
QUESTIONE DI RECIPROCITA’
Ma agli svizzeri multati in Italia, al contrario, cosa succede? Un tema “caldo”, tanto che alcuni giorni fa un senatore comasco (Alessio Butti, Pdl) ha presentato un’interpellanza parlamentare al ministro dell’Interno sollevando il problema della reciprocità di trattamento dopo il taglio alla ricerca delle immatricolazioni per infrazioni minori. «Tutte le richieste inviate dalle nostre forze di polizia al Centro elvetico di Cooperazione relative a violazioni a norme del Codice della strada, vengono rispedite, inevase, al mittente – ha scritto – Si impone quindi come evidente l’elementare principio di giustizia per cui è necessario perseguire i trasgressori stranieri al pari di quelli italiani». Per gli automobilisti svizzeri multati in Ticino, spiegano dal Ccdp, un abbonamento però non serve: «Tutti i dati delle targhe degli automobilisti ticinesi sono su internet e l’elenco è pubblico».
Piero Orlando
e.marletta
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