Roma, 9 mar. (Apcom) – L’innalzamento dell’età pensionabile delle
donne nel pubblico impiego sarebbe accettabile dai sindacati solo
in cambio di “vantaggi tangibili” per le lavoratrici. Non può
essere fatto, invece, solo per soddisfare il pressing “petulante”
dei “tecnocrati” dell’Unione europea. Lo afferma il leader della
Cisl, Raffaele Bonanni, in un’intervista al Corriere della sera.
“Prenderemo sul serio Bruxelles – sostiene Bonanni – quando
sanzionerà l’Italia anche perchè ha meno asili nido, pochi
assegni per i non autosufficienti, troppe tasse per le famiglie
con figli, in genere prestazioni più basse rispetto alla media
europea”.
Di aumentare l’età pensionabile per le donne, sottolinea il
segretario generale, si può discutere “solo nel caso in cui si
abbiano vantaggi tangibili per le donne sia in termini di servizi
alla persona e alla famiglia sia aumentando il livello
dell’assegno previdenziale. Tutte cose da ottenere prima di
qualsiasi concessione. Come si dice dalle mie parti, ‘pagare
moneta, vedere cammello’. Troppe volte – aggiunge – ci hanno
illuso con promesse poi non mantenute. Senza contare il cattivo
gusto di affrontare questo tema proprio nel giorno della festa
internazionale della donna”.
“La verità – conclude Bonanni – è che si vuol toccare anche il
privato, ma qui è tutta un’altra storia”.
Glv
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