Ufficiale: Caianiello è fuori In campo Azzi e Mucci

Ufficiale: Caianiello è fuori In campo Azzi e Mucci

VARESE Niente Pirellone per Nino Caianiello. Restano due i big del Pdl in corsa per le elezioni regionali: Raffaele Cattaneo e Luca Ferrazzi, che esce dal listino bloccato del presidente e rimane in campo nel solo proporzionale. Nel listino entra invece, in posizione «blindata» (i primi otto sono sicuri anche in caso di superamento del 60% dei voti), il varesino e formigoniano Paolo Valentini Puccitelli, capogruppo uscente del Pdl in Regione e, molto probabilmente, sempre il listino potrebbe garantire l’elezione a Giorgio Puricelli, samaratese, ex fisioterapista del Milan, che sarebbe in quota ai posti che spettano di diritto al premier Berlusconi.Niente di fatto, invece, anche per Paolo Bonetti Baroggi, varesino, capo di gabinetto del sindaco di Milano Letizia Moratti mentre per Massimo Buscemi, fino a oggi leader in regione dei liberal varesini, viene confermata la candidatura nel collegio meneghino. La lunga notte del Pdl, quella che venerdì ha riunito a Palazzo Isimbardi tutti i maggiorenti lombardi del partito di Berlusconi, rimescola le carte e decreta due sostanziali novità: in provincia di Varese sembra indebolirsi il ruolo del liberal per rafforzare contestualmente quello dei formigoniani – guidati dall’assessore uscente Raffaele Cattaneo – e confermare il bacino elettorale degli ex An, la cui testa

di serie rimane Luca Ferrazzi, uscito dal «basso listino» ma alleggerito dal rischio di una dispersione di voti nel Sud della provincia.La notizia dell’esclusione di Caianiello è filtrata a tarda serata, e sarebbe stata comunicata all’interessato direttamente dal coordinatore regionale del partito Guido Podestà, affiancato nel maxi vertice dal vice, Massimo Corsaro (ex An e da subito sostenitore della pregiudiziale delle cosiddette «liste pulite»), Mariastella Gelmini, Ignazio La Russa, Giancarlo Abelli, Luigi Casero, Letizia Moratti e Roberto Formigoni (che sarebbe stato tra gli scettici rispetto alla candidatura di Caianiello). Spiega il presidente della provincia di Milano: «Ho parlato a lungo con Nino Caianiello ieri sera (venerdì, ndr) e oggi (ieri, ndr). Lui è una delle anime storiche di Forza Italia ma in questo momento abbiamo convenuto che sia più giusto attendere». Lo definisce «soldato, un bravo soldato», un politico di valore al quale ribadisce «stima e amicizia». Ma il passo indietro, dice, c’è stato, «ed è stato fatto con senso di responsabilità». Questione di «liste pulite»? «Può essere anche quello, mi si dice però che da quattro anni stia aspettando di essere interrogato e, come mi hanno insegnato alle medie, nessuno è colpevole fino a quando non c’è una sentenza passata in giudicato».

e.marletta

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