Un sms per cercare supplenti Ma niente soldi per pagarli

Un sms per cercare supplenti Ma niente soldi per pagarli

VARESE Arriva l’sms «cerca supplenti» che permette alle scuole risparmiare i costi per la convocazione, ma poi non ci sono i soldi per pagare le supplenze. È il paradosso della provincia di Varese, dove vengono messi a disposizione nuovi strumenti informatici per agevolare le procedure di reclutamento, mentre a causa dei problemi finanziari ancora irrisolti, le scuole quasi non chiamano più i supplenti.Pyramid sas, un operatore nelle telecomunicazioni wireless di Busto Arsizio annuncia un accordo stipulato con l’ufficio scolastico provinciale, che permette alle scuole di Varese l’attivazione gratuita di “Tasso”, un sistema di invio di e mail ed sms che contatta tutti gli aspiranti supplenti in graduatoria in modo automatico, non più uno ad uno via telefono o telegramma. Un’innovazione in linea con quanto previsto dal decreto Gelmini per la convocazione dei supplenti, che garantisce il rispetto delle procedure e la privacy, ma riduce i tempi della convocazione e fa anche risparmiare. La società che offre il servizio, infatti, spiega che i costi affrontati dai singoli istituti per le convocazioni possono arrivare fino a 10mila euro all’anno, ma con questo sistema si comprimono a soli 150 euro. Questo il costo del canone, fissato nella convenzione con l’Usp di Varese (la prima di questo tipo in Italia). E, per gli istituti che ne faranno richiesta fino al 28 febbraio, sarà compreso il costo di attivazione da 70 euro.«Un servizio interessante, ma se le scuole oggi non chiamano i supplenti non è per problemi con le e

mail o gli sms. È perché mancano i soldi del tutto per pagare quelle docenze» dice il segretario della Flc Cgil, Raimondo Parisi, denunciando il problema finanziario delle scuole della provincia, alle prese con problemi economici per le spese quotidiane. E vengono meno, innanzitutto, i soldi per le supplenze, di fatto già «bloccate» dai dirigenti scolastici in diversi istituti, in cui si cerca il più possibile di farne a meno: «I presidi oggi per le supplenze brevi cercano di utilizzare docenti già titolari di cattedra – dice Parisi – chiedendo spesso di sforare i limiti dell’orario di cattedra settimanale, la cui eccedenza è volontaria, ma che gli insegnanti fanno malvolentieri, ben sapendo che ci sono supplenze non pagate da 4 mesi. Oppure dividono le classi in piccoli gruppi che inseriscono temporaneamente in altre classi, con grave pericolo anche per la sicurezza. Purtroppo, a parte la proroga del piano annuale al primo marzo, non ci sono novità dal ministero da cui le scuole avanzano un miliardo per le supplenze: mancano i soldi e la situazione non regge più».«Siamo in attesa proprio in queste ore di una circolare ministeriale che dovrebbe spiegare alle scuole come comportarsi – dice Francesco Attanasio dello Snals Varese – ma sinceramente ho scarsa fiducia che possa rivelarsi qualcosa di diverso dall’ennesima presa in giro. Al momento, non è cambiato ancora nulla: la situazione finanziaria degli istituti è critica e un’alta percentuale di scuole in provincia non riesce a pagare i supplenti».Piero Orlando

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google