Roma, 11 mar. (Apcom) – “Berlusconi non è ottimista, finge di
esserlo. Non è un atteggiamento corretto, giusto e onesto, ed è
diverso dagli altri capi di governo che non negano la crisi, ma
la affrontano con misure concrete”. Il segretario del Pd Dario
Franceschini, ospite di ‘Unomattina’, critica severamente
l’atteggiamento del premier di fronte alla crisi. “Se non hai più
un euro con cosa vai a consumare? E oggi anche i redditi fissi
sono appena sufficienti a vivere”.
Franceschini respinge quindi l’accusa della maggioranza, che
dipinge il Pd come ‘il partito del no’: “Diciamo no alle cose
sbagliate e sì a quelle giuste. Continueremo a fare così. C’entra
solo il buonsenso, e in questo momento il buonsenso dice di
occuparsi prima di tutto di chi da solo non ce la fa: redditi
bassi, chi perde il posto di lavoro, anziani con pensione al
minimo”. Per questo il segretario democratico rilancia la
proposta dell’assegno per chi perde il posto di lavoro: “Costa
5-6 miliardi, la stessa cifra buttata via con l’operazione
sbagliata di Air France-Alitalia e con l’abolizione dell’Ici
sulla prima casa anche per i redditi alti”. Ma il governo “ci ha
detto no, con dieci motivazioni diverse”, tra cui quella del
premier secondo il quale in questo modo ci sarebbe chi continua a
lavorare in nero percependo al tempo stesso l’assegno di
disoccupazione: “Significa pensare che l’Italia sia fatta di
cattive persone”.
Il Pd poi, aggiunge Franceschini, avrebbe “continuato nella lotta
all’evasione fiscale” per reperire le risorse necessarie a
sostenere chi è in difficoltà: “Da quando governa Berlusconi, ci
sono 8 miliardi di evasione in più in pochi mesi”. Inoltre
“avremmo fatto ripartire le imprese con le opere immediatamente
cantierabili”, ovvero quelle finanziate dai Comuni che invece
“sono state bloccate con un’interpretazione restrittiva del patto
di stabilità interno”; e “saremmo intervenuti su pensioni e
salari bassi, per far ripartire i consumi e quindi l’economia”.
Infine, “bisognerebbe forzare il sistema bancario a non chiudere
le linee di credito alle Pmi”.
Rea
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