Bce: forte deterioramento dei deficit,risanare prima possibile

Bce: forte deterioramento dei deficit,risanare prima possibile


Roma, 12 mar. (Apcom)
– La Banca centrale europea mette in
guardia da “un forte deterioramento” delle finanze pubbliche nei
paesi dell’area euro, a riflesso sia della crisi economica che
delle contromisure adottate, e sprona i governi a “tornare il
prima possibile a solide posizioni di bilancio”.

Deterioramento “diffuso”, osserva l’istituzione monetaria nel
suo ultimo bollettino mensile, tanto che “è probabile” che per il
2010 il rapporto tra deficit di bilancio e Pil superi la soglia
del 3 per cento in ben dieci dei sedici paesi dell’area.

Una deriva che mette a repentaglio la generale fiducia sulla
sostenibilità dei conti pubblici e che si riflette nei crescenti
differenziali di rendimento (spread) dei titoli di Stato di vari
paesi rispetto a quelli della Germania.

Citando le ultime previsioni della commissione Europea, la Bce
osserva che dall’1,7 per cento del 2008 il rapporto deficit Pil
medio dell’area euro dovrebbe salire al 4 per cento nel 2009 e al
4,4 per cento nel 2010. Il livello medio di debito pubblico di
tutta l’area dovrebbe salire dal 68,7 per cento del 2008 al 75,8
per cento nel 2010, già lo scorso anno ha oltrepassato la soglia
del 60 per cento – prevista dal Patto di Stabilità e di crescita
– in sette paesi.

Per l’Italia, dal 2,8 per cento del 2008 è previsto un
deficit-Pil al 3,8 per cento nel 2009 ma con un leggero rientro
al 3,7 per cento nel 2010. Quanto al debito pubblico italiano,
dal 105,7 per cento del Pil dello scorso anno dovrebbe salire al
109,3 per cento nel 2009 e al 110,3 per cento nel 2010, restando
di gran lunga il più elevato dell’area.

Le Bce rileva inoltre che queste stime per l’Ue-16 della
Commissione “non tengono pienamente conto di tutte le misure di
sostegno finanziario”, che potrebbero implicare ulteriori
aggravamenti, in particolare sui livelli di debito. “I fattori
principali” dell’aggravamento delle finanze pubbliche sono il
peggioramento del contesto economico, entrate fiscali inferiori
alle attese e le misure di stimolo fiscale adottate nella maggior
parte dei paesi.

Le misure di risposta alla crisi devono quindi essere “mirate e
temporanee”, avverte la Bce, oltre che tempestive. “L’aumento del
disavanzo e del debito rischia di compromettere le fiducia nella
sostenibilità dei conti pubblici, inducendo famiglie e società a
ridurre i consumi e gli investimenti in previsione di futuri
aumenti delle imposte”.

Voz

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