Smog, la neve è inutile Mezza provincia fuori legge

Smog, la neve è inutile Mezza provincia fuori legge

VARESE Nonostante la neve dei giorni scorsi, i livelli delle polveri sottili tornano a salire. Nella giornata di sabato tutte le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria installate nella provincia di Varese hanno registrato un valore medio giornaliero di Pm10 superiore a quello limite previsto dalla normativa. Unica eccezione, la centralina di via Vidoletti dove il valore non è salito oltre 24 microgrammi di polveri per metro cubo di aria. «La normativa fissa un valore limite per la protezione della salute umana in 50 µg/m3, calcolato come valore medio nell’arco delle 24 ore. Tale valore non deve essere superato per più di 35 volte nell’arco dell’anno civile. Dati alla mano, in Pianura padana sono molte le zone che già nel mese di febbraio sono fuorilegge. E non fa eccezione il Varesotto» precisa Gianluca Bertoni di MeteoVarese.netAl 13 marzo, a 72 giorni dall’inizio dell’anno, la situazione è già critica nel basso Varesotto. La situazione peggiore è quella di Saronno con 43 superamenti e una media di 61,3 microgrammi di polveri per metro cubo di aria. Segue Ferno, con 39 superamenti e una media di 60,5. «In realtà potrebbe rubare il poco invidiato primato a Saronno. I superamenti potrebbero essere infatti ben 49 se non fosse per la mancanza di 10 giorni di dati». Sfora anche Busto Arsizio che ha registrato 37 superamenti con una media di 52,3 microgrammi. Il mancato funzionamento della centralina di Gallarate, che dal 9 febbraio non fornisce alcun dato, fa sì che i superamenti registrati siano 22. Ma su 72 giornate la centralina ha funzionato solo in 32 casi. Prima del 9 febbraio infatti ci sono stati altre perdite di dati. È però molto probabile che anche in questo caso il numero di superamenti abbia raggiunto

quota 35.La situazione va relativamente meglio a Varese. La centralina Arpa di via Copelli ha fatto registrare 27 superamenti. I dati di 3 giorni risultano però mancanti e potrebbero essere superiori a 50 microgrammi. Quindi non è improbabile che il numero di superamenti sia, in realtà, 30. La media è di 47,9 microgrammi.Va meglio nei quartieri periferici e più alti della città. In via Vidoletti la stazione installata alla scuola media, ha fatto registrare solo 2 superamenti con una media di 21,4 microgrammi. «In questo caso la maggior quota e la vicinanza ai rilievi favorisce un maggior rimescolamento dell’aria. Le brezze si fanno sentire con maggior vigore rispetto alla pianura. Poi la zona è meno trafficata rispetto a via Copelli. Mi sembra doveroso sottolineare che c’è un rapporto del Jrc che dimostra come alcune centraline della rete di monitoraggio di Arpa Lombardia tendano a sottostimare il livello delle polveri. In sostanza, la situazione potrebbe essere peggiore» dice Bertoni. La nevicata non è stata sufficiente per ripulire l’aria. «Nonostante l’episodio sia durato circa 36 ore alla fine sono caduti poco più di 10 litri di acqua fusa per metro quadrato di superficie. L’accumulo di inquinanti al suolo è comunque legato alla presenza di inversioni termiche. L’aria è ancora fredda, soprattutto di notte, e quindi possono ancora formarsi. Sia sabato che ieri era presente un’inversione termica in quota. La radiosonda lanciata da Milano Linate intorno alle 13 di domenica ha, infatti, misurato 3,6°C a 800 metri mentre 200 metri più sopra la temperatura era di 5,6°C. Tale strato impedisce il rimescolamento verticale delle masse d’aria. Il vento da nord non è riuscito a penetrare alla basse quote e l’effetto favonico si è fatto sentire solo in quota e nelle valli» conclude Bertoni.

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google