BUSTO ARSIZIO Piazza Vittorio Emanuele, si parte. Stipulata la convenzione, via libera al cantiere: ma la cerimonia del 25 aprile è salva. «Il monumento verrà smontato dopo la Festa di Liberazione – assicura il vicesindaco Giampiero Reguzzoni – e l’anno prossimo le celebrazioni si terranno nella rinnovata piazza Trento e Trieste». Ma la vera notizia è che finalmente arriva ai blocchi di partenza il piano che rivoluzionerà il centro di Busto Arsizio. Alle ore 17 di mercoledì 17 marzo, il funzionario preposto del Comune e il rappresentante legale della Soceba hanno apposto le loro firme sulla convenzione per la realizzazione del piano integrato d’intervento di piazza Vittorio Emanuele. Un lunghissimo parto che consentirà alle ruspe del Gruppo Dal Ben di iniziare i lavori che porteranno innanzitutto al trasloco del Monumento ai Caduti e alla demolizione dei palazzi degradati del quadrilatero tra la piazza e via Solferino. «E’ un intervento fondamentale per il rilancio del centro storico di Busto – promuove l’operazione Reguzzoni – valorizzeremo le piazze pedonali e daremo nuova vita alla città». Per ora i tempi sono
stati rispettati. «La convenzione recepisce i paletti che erano stati votati in consiglio comunale – sottolinea l’assessore all’urbanistica – le prime operazioni saranno i carotaggi nel sottosuolo della piazza, le verifiche sul Monumento ai Caduti e l’asportazione dell’affresco dell’Annunciazione di via Solferino. Poi, passata la celebrazione del 25 aprile, si procederà allo smontaggio del Monumento che verrà restaurato e riassemblato in piazza Trento e Trieste, che dall’anno prossimo sarà teatro della cerimonia per la Liberazione». Una scelta che continua a far storcere il naso a molti ma su cui l’amministrazione è decisa ad andare avanti. «Nelle prossime settimane approveremo in giunta il progetto di risistemazione di piazza Trento e Trieste – annuncia Reguzzoni – mantenendo un filo diretto con la Soprintendenza per la realizzazione di un’opera decorosa laddove verrà rimontato il Monumento ai Caduti». C’era stato anche un botta e risposta fra partigiani e Speroni: quest’ultimo sottolineava che piazza Trento non è più piccola (dopo averla misurata). Nel frattempo in piazza Vittorio Emanuele proseguiranno demolizioni e scavi. Soceba punta a chiudere il cantiere entro la fine del 2013.
e.romano
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