Murray Abraham, una star onorata di essere a Busto

Murray Abraham, una star onorata di essere a Busto

BUSTO ARSIZIO Ha girato in tutto il mondo, ma per lui essere a Busto è un onore. “Umanità” è la parola chiave del faccia a faccia con F. Murray Abraham: ieri pomeriggio a Villa Tovaglieri ha dato il via ufficioso al B. A. Film Festival che proprio ad Abraham dà la palma di ospite d’onore di questa edizione numero 8. E nel contesto, per così dire, duro, pietroso e sassoso ma affascinante, come quello della Villa, trasudano invece tutta la morbidezza, lo charme, la simpatia e l’umiltà dell’uomo uomo, prima che dell’attore del suo calibro. Per lui è un onore essere a Busto Arsizio e ospite di un evento culturale e mediatico di grande richiamo collettivo ormai consolidato da crescenti consensi di critica e pubblico.«Io adoro il mio lavoro e ci sono parti così “umane” che interpreterei anche gratis. E sono sicuro che qualche mio collega farebbe lo stesso». Quello che

conta è vedere un attore come un essere umano. E per tutti noi che viviamo in un’epoca di distruzione in cui è difficile credere nel futuro? «Sta a noi, a me nonno di una nipotina meravigliosa dimostrare alle nuove generazioni che il futuro c’è e che dobbiamo averne assolutamente la convinzione e la speranza». E qual è la pozione magica, il segreto di questo mestiere e il consiglio per tutti i giovani che volessero intraprendere la carriera cinematografica o teatrale? Per F. M. Abraham – dove F sta per Federico e M per Mario, è così che si ribattezza simpaticamente lui stesso –  sta nel “sentire”. E’ davvero una questione di “feeling”, parola che tradotta in italiano non detiene mai il suo significato più puro. E’ come non avere scelta: «se non c’è quel feeling, quella specie di vocazione, meglio lasciar perdere».Oggi l’inaugurazione ufficiale alle 16.30 a villa Calcaterra.Barbara Rizzo

m.lualdi

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