VARESE L’ennesimo salto in avanti per effetto dei rialzi decisi dalle compagnie a livello nazionale negli ultimi giorni e i prezzi della benzina ora guardano dritto verso la prossima soglia di 1,40 euro al litro. Non c’è carta sconto che tenga, il costo del pieno di verde a Varese è caro e i prezzi di listino (anche per il self service) sforano quasi sempre il valore di 1,35 euro al litro. L’aumento stimato è di circa 4 euro in più per ogni rifornimento completo rispetto a quanto si pagava a gennaio. Una volta, in questi casi si andava in Svizzera, ma oggi tra carta sconto e cambio sfavorevole, il viaggio oltre confine non conviene granché. A Gaggiolo, appena dopo la dogana, il prezzo della verde a 95 ottani si aggira tra 1,16 e 1,19 euro al litro (tra 1,20 e 1,23 al litro per quella a 98 ottani). In pratica un pieno da 50 litri in Ticino costa tra 58 e 59,5 euro (tra 60 e 61,5 euro per la 98 ottani). E a Varese? Il prezzo “base” invece è intorno ai 68 euro. Ma la carta sconto (che, con la fascia A, riconosce 18 centesimi di sconto al litro) permette di abbatterlo fino a poco più del valore della Svizzera. E alla fine i chilometri e il tempo che distanziano dal Ticino sono sufficienti a scoraggiare il viaggio oltreconfine.«La questione non è la differenza con la Svizzera o la carta sconto che il suo lavoro lo fa bene, sono i rialzi generali
decisi dalle compagnie in virtù del Dio mercato, a cui noi distributori dobbiamo solo adeguarci nostro malgrado – riassume allargando le braccia Paolo Longo, presidente della Faib – per gli esercenti, infatti, dopo un calo medio del 10% delle vendite nel 2009 questi aumenti sono solo un danno economico: abbiamo un margine fisso al litro, se il prezzo aumenta guadagniamo meno. I rialzi convengono invece allo Stato, che incassa sulle accise». Per risolvere questa situazione, la Faib invoca una riforma della rete distributiva: «Bisogna introdurre in maggior numero di attori per assicurare più concorrenza – dice Longo – e poi mettere mano alla rete degli impianti, serve una razionalizzazione: qualcuno cioè dovrà chiudere ed essere tutelato». Sulla questione interviene anche il consigliere regionale Stefano Tosi, candidato del Pd alle prossime elezioni, che chiede l’intervento del Governo per bloccare la nuova ondata di aumenti sulla benzina: «Il governo nazionale ha assistito in silenzio a questo ulteriore rincaro – dice Tosi – è urgente invece intervenire per evitare il rischio che si inneschi un aumento generalizzato di tariffe energetiche e beni di consumo, che sarebbe un grave problema per il reddito delle famiglie e per la situazione economica nel suo complesso». Tosi chiede che l’esecutivo verifichi la fondatezza dei rincari per assicurare che non ci siano speculazioni. E poi che intervenga sul fronte fiscale: «Il governo deve farsi carico di questa situazione e ha i mezzi per poterlo fare, per esempio può abbassare le accise sui carburanti come altre volte è stato fatto nel passato».
s.bartolini
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