“Chi ha ucciso il mio Dean deve pagare fino in fondo”

“Chi ha ucciso il mio Dean deve pagare fino in fondo”

VARESE «È un dolore che non passa, sembra che tutto sia successo ieri. Si convive con qualcosa che non si riesce ad accettare». Sono queste le parole che trova Ana Catic per descrivere l’anno passato senza il figlio Dean, barbaramente ucciso la sera del 20 aprile scorso all’età di 17 anni. L’udienza preliminare di giovedì, svoltasi nell’aula bunker del tribunale di Varese, ha riportato indietro l’orologio a quando il cadavere di Dean Catic veniva rinvenuto nell’orto di casa Merani, in via Duno, avvolto nel cellophane, martoriato da coltellate e picconate. Tornare a parlare del cruento omicidio ha fatto sprofondare la famiglia nell’incubo. In questi giorni, a Bobbiate, in via Fermi, al primo piano della palazzina dove vivono i Catic, le persiane sono quasi sempre abbassate. «Mi auguro che i colpevoli paghino per quello che hanno fatto» dice la mamma di Dean con un filo di voce, combattendo contro le lacrime. «Si sta cercando un movente, ma non esiste un motivo

che giustifichi l’aver spezzato una vita. Mi auguro che i colpevoli debbano pagare e che la loro pena serva come esempio anche per altri, in modo che cose di questo tipo non succedano più. Spesso invece persone che hanno commesso crimini efferati escono di galera. Non è giusto che tali assassini continuino la vita di sempre. Queste persone non meritano una vita normale dopo quello che hanno fatto. Mi auguro che non escano più, che rimangono in cella per sempre».La famiglia Catic ha scelto di non essere in aula durante l’interrogatorio di Jacopo Merani, il giovane accusato di aver ucciso Dean insieme ad Andrea Bacchetta. «Non ce la facevamo proprio» spiega Ana Catic. «Il nostro avvocato aveva chiesto il permesso e potevamo presenziare, ma ci siamo consultati tra di noi e abbiamo deciso di non andare. È troppo brutto pensare a quanto l’hanno fatto soffrire. Neanche gli animali subiscono tali sevizie. Persone capaci di fare queste cose non dovrebbero neanche nascere».

e.romano

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google