VARESE Ogni anno il Comune di Varese spende 126 mila e 583 euro in fotocopie. O meglio, nel noleggio delle fotocopiatrici così come è scritto nel bilancio e così come ieri, in una nota stampa, ha denunciato il consigliere di Movimento Libero, Alessio Nicoletti. Nel mirino di quest’ultimo, dopo le mega-bollette relative a internet e telefonia, sono finite le spese legali e di cancelleria. Un vero e proprio tesoro. “Si tratta di 843.083 euro in tutto – sottolinea Nicoletti – di cui 316.500 per spese postali, 400.000 per spese legali e 100.000 di questi per transazioni ed esecuzioni sentenze, e infine 126.583 per spese di noleggio fotocopiatori. Queste cifre non hanno bisogno di ulteriori commenti, sono eccessive”. Il consigliere d’opposizione lo aveva già annunciato: sono in arrivo un discreto numero di emendamenti che il suo gruppo consiliare presenterà in sede di bilancio per arrivare a una riduzione sostanziale dei costi. Riduzione chiesta anche da Fabrizio Mirabelli, consigliere del Pd, che da una parte dà man forte a Nicoletti e dall’altra sostiene l’iniziativa di Fontana che stamattina guiderà la manifestazione dei sindaci lombardi alla prefettura di Milano: “Ha fatto bene Fontana a organizzare questa protesta – chiarisce il consigliere – ma ha perfettamente ragione Nicoletti quando dice che quelle cifre sono eccessive visto quello che al Comune sarebbe dovuto ma non viene erogato. Il sindaco però ne deve trarre le logiche conseguenze: non si può protestare e poi continuare ad anticipare i soldi a tutti per conto dello Stato, se poi non ce li restituisce”. Sulle nostre spese pesa soprattutto il Tribunale,
come conferma Mirabelli, che tra telefono, internet, corrente e spese di cancelleria risucchia qualcosa come 850 mila euro ogni anno. Una cifra esorbitante, per il democratico, che a questo punto spinge per le maniere forti. “Era stato detto dallo stesso sindaco che non avremmo più pagato quelle spese. Visto che siamo tutti d’accordo e che adesso con il bilancio c’è modo di dare un segnale forte, invece di protestare simbolicamente a Milano rifiutiamoci davvero di sborsare i soldi del Comune a partire da Varese”. “La cifra sembra alta detta così – replica anche Carlo Piatti, consigliere e segretario cittadino del Carroccio – ma non sono ragionamenti che si possono fare in astratto. Le fotocopiatrici che sono necessarie agli uffici di un Comune come Varese sono tante e non se ne può fare a meno”. Soltanto per il consiglio comunale è necessario che tutti abbiano in mano la documentazione su cui discutere, ad esempio, e poi ci sono tutte le pratiche in mano ai settori specifici che non possono non essere stampate: “Dove si può cerchiamo già di mandarle via mail in modo che si stampi solo la parte che serve ma più di così non si può fare”. “Non c’è più niente da tagliare”, replica l’assessore al Bilancio Ciro Grassia, “dove si poteva intervenire lo abbiamo già fatto negli anni precedenti. Il 30 aprile presenterò il consuntivo e risponderò alle domande. Mi piacerebbe però che nel momento in cui i consiglieri vedono dei problemi li facessero presente agli amministratori che possono spiegare le proprie scelte, prima che alla stampa”. Francesca Manfredi
s.bartolini
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