VARESE «Dona il 5 per mille al tuo Comune». È il messaggio estemporaneo che Varese lancerà ufficialmente martedì mattina ai suoi cittadini, e non solo. All’appuntamento nella sala matrimoni del Comune sono invitati tutti i sindaci e gli amministratori impegnati nel governo del territorio provinciale, e sono già un quindicina quelli che hanno confermato la partecipazione. Fontana insomma ha appena aperto un nuovo capitolo nella lotta contro il centralismo che sta strangolando i bilanci degli enti locali, e ha tutta l’intenzione di fare le cose in grande. Sarà proprio lui, da sindaco del capoluogo, a dare l’annuncio della nuova possibilità che si apre con la dichiarazione dei redditi a cui ogni lavoratore sta iniziando a pensare. Che i tempi siano duri per tutti, e prima degli altri per gli enti locali, del resto non è una novità di questi giorni. Ma se i comuni sono in stato di indigenza come lo è il nostro, e lo hanno dimostrato le acrobazie di bilancio per far tornare i conti nonostante i tagli ingenti abbinati a una discreta dose di mancati trasferimenti da Roma, non è difficile capire da cosa sia nata la nuova iniziativa che ancora una volta vede Varese capofila. L’obiettivo però non si risolve nel mostrare i muscoli varesini agli occhi di chi sta seduto in parlamento. Piuttosto, Fontana ha voluto mettere in evidenza come siano i
cittadini stessi a pagare le spese più pesanti del meccanismo perverso dettato dal centralismo e dal patto di stabilità. I soldi che arriveranno però saranno tutti vincolati a pagare le spese ingenti per i servizi sociali del Comune, e non a caso: con il taglio del fondo per le politiche sociali Varese si è ritrovata con 300 mila euro in meno, mentre dall’altra parte le richieste di sostegno alle fasce deboli della cittadinanza sono in aumento. Niente di più azzeccato visto che il 5 per mille è tradizionalmente assegnato alle onlus per scopi benefici. L’idea questa volta era partita dal consigliere comunale Emanuele Monti, e neanche a dirlo ha trovato porte spalancate da parte degli amministratori locali. Proprio loro infatti devono fare i conti con un problema aggiuntivo, oltre a quello della mancanza cronica di risorse che lo Stato preleva e non restituisce: spiegare ai propri cittadini da chi è il responsabile del taglio di alcuni servizi. Di alcune spese però non si può proprio fare a meno, come ha chiarito lo stesso Fontana, sottolineando tra l’altro che la parte corrente com’è la spesa per i servizi sociali non può essere coperta del capitolo per gli investimenti. «Ci serve l’aiuto della gente – spiega il primo cittadino – con un gesto semplice ma molto significativo: indicare il Comune di Varese come beneficiario del 5 per mille».Francesca Manfredi
s.bartolini
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