Energia, dal Piano Ue 30 milioni in più per progetti ‘italiani’


Bruxelles, 16 mar. (Apcom)
– L’Italia ottiene 30 milioni di euro
in più dalla lista di progetti da 5 miliardi di euro da
finanziare con il bilancio Ue nell’ambito del Piano di rilancio
economico europeo. E’ quanto traspare dall’ultima proposta di
compromesso elaborata dalla presidenza di turno ceca dell’Ue, di
cui Apcom ha ottenuto una copia. Nello specifico, i fondi per il
gasdotto ‘Galsi’ tra Algeria e Italia, tramite la Sardegna,
passano da 100 a 120 milioni di euro, mentre quelli per
l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi tra Sicilia e Calabria salgono
da 100 a 110 milioni di euro.

Invariate le cifre per gli altri progetti di interesse italiano:
100 milioni per l’Interconnettore Turchia-Grecia-Italia (Itgi),
promosso dall’Edison; 20 milioni per l’elettrodotto Italia-Malta;
100 milioni per l’impianto di cattura e stoccaggio (Ccs) del CO2
nella centrale Enel di Porto Tolle. La nuova lista verrà discussa
oggi dai ministri degli Esteri Ue, in vista di un’approvazione
definitiva da parte del Consiglio europeo del 19-20 marzo a
Bruxelles, a cui sarà presente il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi.

Nel complesso, la presidenza ceca ha deciso di tagliare le
risorse destinate all’agricoltura e allo sviluppo della banda
larga, che scendono da 1,25 a 1,1 miliardi, con una maggiore
flessibilità di utilizzo tra i due obiettivi. Nell’ambito del
capitolo ‘Energia’, passato da 3,75 a 3,9 miliardi, sono stati
ridotti gli stanziamenti per la Ccs e aumentati quelli per gli
interconnettori di gas ed elettricità.

Tra gli Stati membri, il maggior beneficiario delle ultime
modifiche è la Germania, che ottiene 50 milioni in più per un
elettrodotto e altri 50 per un progetto di energia eolica
offshore. Spagna e Francia hanno spuntato 75 milioni di euro per
un elettrodotto, mentre altre ‘briciole’ sono state spartite tra
Gran Bretagna e Irlanda (10 milioni per un elettrodotto),
Portogallo (10 milioni), Bulgaria-Grecia e Slovacchia-Ungheria (5
milioni in più in entrambi i casi).
Inoltre la dotazione per la rete offshore di eolico nel Mare del
Nord è salita a 165 milioni (+10) e altri 5 milioni si
aggiungeranno ai finanziamenti per l’inversione del flusso di
gas, che interessa diversi Stati membri.

Dal punto di vista finanziario la presidenza Ue, piegandosi alle
richieste di numerosi Stati, “esclude” il ricorso al bilancio Ue
2008 per finanziare il fondo da 5 miliardi. I fondi verranno
recuperati dai ‘margini’ dei bilanci 2009 e 2010, ma nel caso in
cui non sia sufficiente è possibile un allungamento al 2011.

Sulla base delle ultime modifiche, il vicepremier ceco agli
Affari europei, Alexandr Vondra, è sicuro di aver trovato un
accordo. “Abbiamo messo sul tavolo una proposta di compromesso
che riteniamo risponde alle preoccupazioni sollevate dagli Stati
membri, rispettando allo stesso tempo gli obiettivi strategici
dell’Ue e mantenendo un equilibrio geografico. La gran parte
degli Stati membri, infatti, ha espresso il proprio pieno
appoggio”, assicura Vondra, sottolineando che la lista da 5
miliardi va approvata “senza indugi” perché “solo così
confermeremo la capacità dell’Ue di agire rapidamente e in
maniera coordinata” di fronte alla crisi economica.

Cep

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