VARESE I segnali di ripresa ci sono, ma continua la stretta creditizia, con il rischio di un ulteriore peggioramento se i criteri di concessione dei finanziamenti alle imprese si baseranno solo sui miseri bilanci 2009. E con il pericolo di un esaurimento del ruolo salvifico dei Consorzi fidi, per cui è urgente una patrimonializzazione. Sono alcuni dei risultati emersi alla riunione trimestrale dell’Osservatorio provinciale sul credito, mercoledì mattina alla prefettura di Varese. Un appuntamento aperto con il ricordo a Marino Bergamaschi, direttore dell’Associazione Artigiani recentemente scomparso, in cui tutte le associazioni di categoria hanno esposto il quadro della situazione nei diversi settori economici, confermando le criticità degli scorsi mesi. «Da tutte le analisi risulta evidente come la stretta creditizia prosegua molto forte – afferma Franco Colombo, presidente di Confapi Varese – ma il rischio è che possa ancora peggiorare, se non saranno modificati i criteri di valutazione di Basilea 2». Un
allarme lanciato di recente anche da Univa.«Confiducia (il sistema di controgaranzie messo a disposizione da Camera di Commercio e Regione, con un contributo della Provincia ndr) è stato molto utile, ma oggi c’è la necessità di nuovo sostegno al credito – fa eco Carmela Tascone, segretario della Cisl Varese – perché la situazione è preoccupante: pur di fronte a qualche spiraglio fragile di ripresa, dopo un anno di cassa integrazione molte imprese si trovano di fronte ad un bivio pericoloso. Se manca il credito si rischia di ammazzarle definitivamente e compromettere anche l’occupazione».Ma come hanno reagito le imprese in questa situazione? Nell’indagine sul credito nel primo trimestre 2010 di Confapi, a fianco ad un ulteriore rallentamento dei prestiti, si nota una lieve crescita del ricorso al debito bancario a breve termine (+1%) e una flessione (-4%) per quello a lungo. Ma soprattutto una decisa crescita dell’autofinanziamento (+10%). Piero Orlando
m.lualdi
© riproduzione riservata












