Gli amici, il basket, la chitarra “Ci lasci un grande vuoto”

MALNATE (p.v.) La notizia della tragica scomparsa del giovane Stefano Albrigi ha gettato nello sconforto un’intera comunità. Sì perché il 22enne, deceduto in seguito alle ferite riportate nell’incidente avvenuto tra venerdì e sabato in viale Belforte, oltre a essere molto conosciuto in paese era anche molto stimato e amato. E’ un paese sconvolto, ferito al cuore per una tragedia che ha colpito uno dei suoi figli prediletti. Un giovane con ancora tutta la vita davanti, con i sogni e le aspirazioni tipiche di un ragazzo di soli 22 anni.La comunità è sotto choc, sgomenta per un dramma inspiegabile, che fa riflettere e che allo stesso tempo lascia tutti senza fiato. In segno di lutto sono state rinviate le partite del calcio oratoriale in programma ieri pomeriggio: il derby tra Malnate e Gurone tra i più piccoli e Malnate contro Venegono per la serieD. La parrocchia di Malnate, inoltre, ha deciso di rinviare lo spettacolo teatrale previsto per ieri sera nel salone dell’oratorio. L’evento ricreativo è stato sostituito dal rosario che ha visto una grande partecipazione da parte della cittadinanza. «Proprio prima dell’incidente – racconta Giuseppe, uno dei suoi più cari amici – ci siamo incontrati al Cavallotti a Varese. Il fatto di esserci incontrati quasi per caso fa ancora più impressione pensando a quello che sarebbe successo più tardi. E’ stato come se il fato me lo avesse voluto far salutare per l’ultima volta. La sera prima – ricorda l’amico – avevamo organizzato la mia festa di compleanno e c’era anche Stefano. E’ stata una bella serata ma ora lui purtroppo non c’è più. Era una persona socievole, sempre pronto alla battuta. Ricordo il grande divertimento delle scorse estati passate in Croazia e in Austria. Per tutti noi è una perdita enorme, un dolore grandissimo. Ricordo ancora quando

insieme, impiegandoci una giornata intera, abbiamo tappezzato la mia moto facendo diventare la carrozzeria una vera e propria scacchiera. Io tagliavo i quadrati – racconta – e lui li appiccicava sulla moto con una precisione pazzesca perché sapevamo tutti e due che se li avessi appiccicati io sarebbe venuto fuori tutto tranne che una scacchiera». La tragedia ha colpito tutti da queste parti tanto che ieri a Malnate non si parlava d’altro. «Era un ragazzo perbene, educato, intelligente – raccontano gli amici sconvolti – che non meritava di morire in quel modo. Aveva ancora tutta la vita davanti. Era una persona generosa, disponibile con il prossimo e altruista».Albrigi era anche uno studente molto brillante. Nel mese di settembre, infatti, aveva conseguito la laurea triennale in Architettura al Politecnico di Milano e ora si stava impegnando per concludere gli studi alla Specialistica. Non solo lo studio, il giovane malnatese era molto attivo, era uno sportivo nato che amava andare in canoa, correre, andare in bicicletta, giocare a pallacanestro, passeggiare in montagna e sciare. Era un atleta che amava la vita. «Siamo molto vicini alla famiglia – dice un’anziana al mercato – perché sono una famiglia modello che non ha mai fatto del male a nessuno. Dei figli educati e dei genitori perbene. In questo momento di grande dolore vogliamo stare vicini alla famiglia. Poi la mamma, la signora Silvana, è un’insegnante di matematica alle scuole medie molto apprezzata a Malnate». Stefano era anche un grande appassionato di chitarra e della musica in generale: «Gli piaceva un po’ tutto – ricorda un amico – gli piaceva la bella musica. E l’aspetto più piacevole è che aveva imparato a suonare la chitarra da solo, da autodidatta. Era davvero molto bravo e pur non avendo avuto degli insegnanti aveva raggiunto un grande livello».

e.marletta

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