VARESE Meglio non guardare la classifica. Le sorprendenti vittorie di Ferrara e Cremona riaprono i giochi in coda. Pazzi risultati: vincerne un’altra potrebbe non bastare. E alle porte, sabato, c’è il derby di Cantù: ai cugini non parrà vero di poterci dare un’altra spallata, come due anni fa. Meglio non pensarci: Pillastrini ci prova, anche se la tensione e il dispetto si leggono chiari sul volto. «Abbiamo fatto una buona partita – attacca il tecnico – pagando caro l’unico momento di difficoltà, quando ci siamo trovati a sbagliare tanti canestri facili, soprattutto da sotto, mentre loro segnavano quelli difficili. Lì l’inerzia psicologica poteva girare: invece, nonostante ci sentissimo impotenti, siamo stati bravi a non mollare e pazienti a rientrare. Non direi che abbiamo acciuffato il supplementare per i capelli: è stata una partita equilibrata, decisa da alcuni episodi».Quali?Non voglio attaccarmi ai fischi arrivati e mancati, ma penso a quel “passi” di Galanda: grida vendetta, a me sembrava un movimento pulito e pure molto ben costruito. E poi rivedo mentalmente un altro paio di situazioni che la terna poteva gestire in altro modo. Diciamo che in questo siamo stati sfortunati.L’ultimo tiro
di Bowers?Vado controcorrente: ci sta, anche Cotani prima l’aveva fatto. Quando si arriva punto a punto un singolo fatto può essere cruciale, inutile recriminare. Teniamoci la prestazione, purtroppo Caserta era più pimpante della Roma battuta settimana scorsa. Parliamo pur sempre della seconda in classifica: sono soddisfatto di come la squadra l’ha affrontata, si è fatta trovare pronta e ci ha provato.Tatticamente si rimprovera qualcosa?Niente di particolare, abbiamo fatto le cose giuste. Forse, col senno di poi, se la rigiocassi non spenderei i raddoppi su Michelori.Preoccupato della classifica di nuovo corta in coda?Lo sono sempre stato, perché finché non si è matematicamente salvi un margine di rischio rimane. Poi si sa che nelle ultime giornate alcune squadre hanno poca benzina e cedono punti contro pronostico. Siamo al “vinci o muori”, non possiamo essere rilassati. Quindi preoccupati sì, ma al tempo stesso convinti di avere le carte in regola per uscire vivi da questo finale di campionato.A Cantù non si può proprio perdere.Capisco i tifosi, per loro è una gara speciale. Noi, però, non abbiamo bisogno di “caricarla”: è una tappa verso l’obiettivo, importante come le altre e da preparare come le altre.
e.romano
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