Vero cruccio dell’automobilista e forse, ancora di più, delle assicurazioni che ne devono pagare il risarcimento danni, anche a Varese è il colpo di frusta il protagonista indiscusso degli infortuni al volante. “E’ così da sempre”, racconta il comandante della Polstrada di Varese Alfredo Magliozzi, tutt’altro che stupito nel vedere i dati nazionali. Sono quelli dell’ultimo rapporto statistico del Casellario Centrale Infortuni Inail che tracciano un quadro preciso della situazione italiana per gli infortuni denunciati alle Rc Auto suddivisi in cinque aree geografiche. “I furbi non rinunciano facilmente a sfruttare l’occasione per chiedere un risarcimento – racconta il comandante – e il colpo di frusta e la cosa più facile a cui ci si può aggrappare”. Anche a Varese? “Naturalmente noi possiamo solo attenerci ai referti medici, ma l’impressione è che accada anche qui. E’ chiaro che quando non ci sono delle fratture o delle lesioni evidenti è difficile diagnosticare o meno un colpo di frusta, però ci sono delle coincidenze particolari che fanno sorridere”.Una tra tutte, come spiega il comandate, è la frequenza decisamente maggiore con cui il colpo di frusta fatalmente colpisce i dipendenti statali rispetto ai liberi professionisti: “Sono i dipendenti i più colpiti secondo i certificati medici, ma sarebbe interessante anche andare a verificare quanti siano impiegati nel settore pubblico e quanti nel privato”. Eppure a guardare la casistica nazionale il Nord, e in particolare il Nord-ovest, risulta meno soggetto al fastidioso infortunio alla zona cervicale, o in alternativa, da un
altro punto di vista, meno tentato di farsi pagare delle cure anche nei casi in cui qualcuno fa il furbo. L’incidenza sul nostro territorio è pari a 28 casi ogni 10 mila veicoli oppure a 22 ogni 10 mila abitanti; situazione analoga quella del Nord-est, rispettivamente 29 e 23 casi. L’aumento dell’incidenza però risulta direttamente proporzionale alla discesa geografica: al Sud ci sono stati 35 colpi di frusta per 10 mila veicoli e 26 per 10 mila residenti, nelle isole 34 e 27, in centro Italia 36 e 32. Colpo di frusta a parte, i dati dell’Inail testimoniano una situazione singolare per quanto riguarda l’incidentalità in Lombardia. Abbiamo più sinistri stradali e più feriti in numero assoluto, ma solo perché siamo più numerosi e abbiamo un parco circolante più nutrito: dalle nostre parti farsi male in macchina è più raro di quanto non sia nella media delle altre regioni italiane. La maglia nera infatti va proprio alla Lombardia per il numero di feriti in strada che durante il 2009 hanno raggiunto i 45.026; la prospettiva, al contrario, viene ribaltata non appena si rapportano questi infortuni al numero degli abitanti: con 46 infortuni ogni 10 mila persone la regione è soltanto tredicesima, con un’incidenza di feriti quasi dimezzata rispetto al dato della peggiore nella classifica nazionale, quello la Puglia. Il tacco dello stivale arriva a 87 feriti ogni 10 mila persone residenti, seguita dagli 84 delle Marche, dai 78 della Toscana e dai 74 della Sicilia.
e.marletta
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