Roma, 27 apr. (Apcom) – Paolo Garimberti lo chiese il 24 febbraio, a due mesi dalla sostituzione di Paolo Ruffini con Antonio Di Bella alla guida di Rai tre: rispettare gli impegni formalmente presi, ovvero l’indicazione alla direzione dell’offerta digitale tematica. E la soluzione portata dal Dg Mauro Masi oggi in Cda, approvata a maggioranza, seppure per il Presidente frutto di una mediazione dello stesso Dg con la stessa maggioranza in Consiglio, non risponde a quell’impegno. Di qui il voto contrario sul nome di Ruffini, e un’astensione sul quadro nel quale il suo nuovo incarico (direzione di Rai premium e Rai educational, questa da maggio) si inserisce.
La nuova struttura cui oggi il Cda ha dato il via prevede tre direzioni per l’offerta digitale tematica: una per Rai premium (che comprende Rai movie e Rai quattro), una per Rai cinque, una per Rai giovani (che comprende Rai yo-yo e Rai gulp). Una struttura sulla quale Garimberti si astiene e non si esprime a favore perché specchio di una soluzione “nebulosa”, nella quale non è chiaro il ruolo di Rai cinque, se sarà o meno un canale culturale e perché, a differenza di Rai quattro e Rai movie, viene presentata come una rete alla stregua delle tre generaliste. Non si comprende esattamente, questa l’obiezione di Garimberti a Masi, chi si occupa di cosa, perché questa soluzione prevede diversi “incroci”, ad esempio tra Ruffini e Freccero, attuale direttore di Rai quattro, ma anche con Minoli, che mantiene, nella struttura delle attività per i 150 dell’unità d’Italia, i format della ‘Storia siamo noi’ e ‘Rai dixit’, pilastri di Rai storia e dunque di Rai educational, che Ruffini guiderà da maggio. Il timore, insomma, è che ci si possa trovare davanti a “conflitti tra personalità forti”.
Una struttura sulla quale il Presidente si astiene riconoscendo il ruolo di mediazione svolto dal Dg Mauro Masi, considerato lo scetticismo di parte della maggioranza su Ruffini a Rai digit (lo stesso vice direttore Antonio Marano aveva respinto a suo tempo la proposta delineata da Ruffini per Rai Digit). Ma non è solo con la maggioranza, questa la riflessione di Garimberti, che la
mediazione dovrebbe correre, pena il rischio che il Dg ne sia ostaggio. Quanto all’ex direttore di Rai tre alla guida di Rai premium qui Garimberti è decisamente contrario, anche per il suo ruolo di Presidente di garanzia che punta sul rispetto degli impegni presi: in questo caso, come da delibera del 25 novembre scorso, l’indicazione di Ruffini per una direzione di tutta l’offerta tematica.
Mdr
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