Roma, 28 set. (Apcom) – Finanziamenti ottenuti per opere mai realizzate ma spacciate per ‘eseguite’, il tutto producendo una mole di documenti falsi: è questa l’ipotesi di accusa alla base delle 15 misure cautelari eseguite all’alba dalla squadra mobile di La Spezia, tra gli 8 arrestati il sindaco di Riomaggiore Gianluca Pasini e il presidente del Parco delle Cinque
Terre Franco Bonanini. Altre quattro persone sono finite ai domiciliari, e si contano tre misure interdittive dalla libera professione e dall’impresa. E le ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ambito nell’inchiesta della procura spezzina non riguardano solo il primo cittadino di Riomaggiore bensì impiegati e dipendenti del comune, l’ufficio tecnico, quello amministrativo, il capo della polizia municipale, oltre a collaboratori e professionisti.
Le accuse contestate a vario titoli sono pesanti: in primis l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffa ai danni dello Stato, a mezzo di atti falsi, una falsità materiale e ideologica, abuso di ufficio e sarebbero al vaglio anche ipotesi di concussione.
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Gtu
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