Premier incassa fiducia: Ora chiaro chi vuole rissa. Ma vede voto

Premier incassa fiducia: Ora chiaro chi vuole rissa. Ma vede voto


Roma, 29 set. (Apcom)
– Chissà quanto gli è costato non ‘festeggiare’ il suo compleanno numero 74, dicendo a Gianfranco Fini quello che pensa veramente. Tanto, se è vero che prima che Silvio Berlusconi prendesse la parola nell’Aula della Camera per chiedere la fiducia sui ‘5 punti’, due ministri, Frattini e Carfagna, hanno sentito la necessità di fargli cenno con la mano di andarci piano. Se Gianni Letta, la colomba per eccellenza, mai come oggi non lo ha mollato un attimo.

E alla prova del discorso, alla fine, il presidente del Consiglio, è riuscito a non cedere al ‘lato oscuro della forza’ e a mantenere i panni dello ‘statista’ che i suoi consiglieri più prudenti gli hanno cucito in questi ultimi giorni. Un vestito che alla fine il Cavaliere ha scelto di indossare, anche perché, come ha confidato ad alcuni ministri dopo il suo primo intervento durato 54 minuti, “agli italiani deve essere chiaro chi cerca la rissa e chi vuole governare”. Da qui i toni super soft, l’appello allo “sforzo per evitare un periodo di instabilità”, corredato da un paio di messaggi ben chiari: il lodo si può e si deve approvare, non esiste altro governo all’infuori di me. Perchè l’ipotesi di un esecutivo tecnico, in caso di crisi, è lo scenario che più di tutti Berlusconi vuole scongiurare. Ergo, bisogna evitare la crisi. Almeno per ora, che i sondaggi sono al ribasso e che gli italiani potrebbero reagire alla nuova chiamata alle urne con una buona dose di astensione.

(segue)

Bac

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