Roma, 25 gen. (Apcom) – Il 2009 sarà “l’anno della svolta” sui
temi dell’immigrazione clandestina, ma intanto “chi ha aizzato”
gli immigrati in rivolta a Lampedusa “se ne assumerà le
responsabilità anche penali”. Dalle pagine del Corriere della
Sera, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ostenta
decisionismo e avverte l’opposizione: “la campagna elettorale è
finita. Se hanno davvero a cuore la sicurezza dei cittadini
votino con noi il provvedimento che è all’esame del Parlamento”.
Il capo del Viminale nega che esista un’emergenza, “siamo
perfettamente in grado di gestire la situazione”, mentre “c’è
qualcuno che soffia sul fuoco. E’ un attegiamento grave e
irresponsabile”, afferma Maroni, annunciando che l’autorità
giudiziaria sta indagando sul sindaco di Lampedusa, De Rubeis,
“perchè comportamenti che fomentano i clandestini sono penalmente
rilevanti”. Il ministro leghista, che lunedì sarà in Tunisia,
conferma che gli immigrati rimarranno sull’isola fino al
rimpatrio e torna ad attaccare il Pd: “Questa sinistra che va giù
a sobillare gli animi degli stranieri e a stringere la mano al
sindaco – dice con riferimento alla visita di Dario Franceschini
nell’isola – è la stessa che lo definì xenofobo quando disse che
non voleva gente di colore perché puzza. E’ un atteggiamento di
violenta strumentalizzazione”.
Non mancano altri riferimenti all’attualità: sull’ipotesi di
inviare altri soldati nelle città, Maroni spiega sostenendo che
“sono i sindaci a chiederli, li accontenteremo”, anche perchè
“non abbiamo problemi di fondi: ci sono quelli del ministero
della Difesa e possiamo usare quelli sequestrati alla mafia”.
Infine, sulla concessione degli arresti domiciliari all’uomo che
ha stuprato una donna a Roma la notte di Capodanno: è una
“decisione sbagliata”, una “brutta notizia” contro la quale
“prenderemo misure”.
Grb
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