L’Ipad arriva anche in chiesa Ecco i testi sacri hi-tech

L’Ipad arriva anche in chiesa Ecco i testi sacri hi-tech

ALESSANDRIA – Basta breviari, messali e vangeli su carta: la tecnologia corre in aiuto anche della religione. Almeno così la pensa don Paolo Padrini, un intraprendente sacerdote alessandrino che ha già sperimentato la bontà dell’Iphone nella propria attività pastorale.L’idea in fondo è l’uovo di Colombo: perché non trasferire sull’Ipad, il tablet della Apple, i testi sacri, in modo da concentrare in un unico strumento tomi e tomi di letteratura ecclesiastica? “Tra le varie applicazioni dell’Iphone, e poi dell’Ipad, mancava quella per i sacerdoti e io ho preso semplicemente l’iniziativa” afferma con umiltà don Paolo.Il quale però insiste solo sulla praticità di avere centinaia

di testi condensati su un’unica piattaforma elettronica: perché di certo, sostiene, non intende mandare in soffitta i libri cartacei, anzi. L’Ipad, così come i computer e le altre innovazioni tecniche, non si sostituiranno in toto ai supporti tradizionali.La “sua” applicazione Ibreviary Pro, afferma il sacerdote, “è vantaggiosa e più comoda, soprattutto per i preti che celebrano funzioni al di fuori della propria parrocchia”. In pratica sull’Ipad ogni religioso si può organizzare un compendio immediato di preghiere, salmi, omelie, personalizzabile come si vuole.Ancora una volta così, passato e futuro vanno a braccetto, e questa volta in un ambiente tradizionalmente conservatore come quello della Chiesa.

p.batte

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