Roma, 22 ago. (Apcom) – E’ ancora scontro tra il premier Silvio
Berlusconi e il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Il
Cavaliere, incontrando i vertici del Pdl, ha giurato che non
potranno essere i “cattivi consiglieri” di Gianfranco Fini a
tenere in bilico, logorare e sfibrare il governo, sottolineando come i 5v punti programmatici non siano trattabili: Prendere o lasciare, è stato il suo ragionamento. Ma la replica del Presidente della Camera, affidata a chi ha avuto modo di sentirlo in serata, è altrettanto secca: “La politica è un’altra cosa, la politica non si fa con i ‘prendere o lasciare'”.
Il premier lo ha detto chiaramente, nel corso del vertice di
palazzo Grazioli, sui cinque punti programmatici sui quali punta
a ottenere la fiducia non c’è margine di trattativa.
Incalzato dai dirigenti, il Cavaliere ha spiegato che l’ala
finiana non può dare il via libera al 95% del documento, come
fatto ieri da Italo Bocchino, e riservarsi un 5% di margine,
magari sulla giustizia. “Non si tratta, il documento va preso al
100 per cento, altrimenti sarà tutto finito”.
Una posizione che fa infuriare Futuro e libertà. Il primo a prendere la parola è Italo Bocchino, sottolineando come si tratti di una “logica commerciale” che non favorisce certo la ricomposizione. Ma, riferiscono fonti di FLI, anche il Presidente della Camera non avrebbe per nulla apprezzato la posizione del premier. “Che logica è questa?”, si sarebbe domandato Fini, rilevando: “La politica è un’altra cosa, la politica non si fa con i ‘prendere o lasciare'”.
Nel mirino di Berlusconi resta sempre l’ala dura di Fli, capitanata da Bocchino, Granata e Briguglio, i “cattivi consiglieri che si ostinano ad alimentare lo scontro”. Altro discorso è la fazione dei ‘moderati’, sui quali Berlusconi punta: “Dobbiamo provare a parlare e a convincere quelli dialoganti, senza campagna acquisti di basso profilo”.
Le elezioni sarebbe meglio evitarle, ha sostenuto a più riprese nel corso del vertice Berlusconi, e non per la pur probabile scalata leghista a vette mai raggiunte di consenso (il Carroccio è un alleato “leale” e comunque “il Pdl è al 36-38%”). Piuttosto per “completare la legislatura tenendo fede al mandato elettorale ricevuto”.
Aqu
© riproduzione riservata










