VARESE Ha preso talmente tanto che la Provincia ha dovuto metterci un freno: stamattina sarà resa nota la regolamentazione stabilita per la pesca del gambero rosso del lago di Varese. E’ stata predisposta dal nucleo faunistico di Villa Recalcati per evitare che frotte di cercatori di gamberi decisamente improvvisati finiscano per rovinare l’habitat delle specie autoctone, soprattutto in alcune zone particolarmente delicate sulle sponde del lago. Eppure c’è un’altra notizia freschissima che parlando dei gamberi alloctoni non si può omettere: pare che non se ne trovino più.
Attrezzati e sconsolati, sono sempre più numerosi quelli che dopo essere arrivati al lago muniti di tutto l’armamentario se ne tornano a casa a mani vuote ben consapevoli di aver gettato al vento la serata. Succede dalla metà della settimana scorsa, anche se la carenza di gamberi sembra più accentuata in alcune zone che prima ne erano piene. Alla Schiranna ad esempio, o al Volo a Vela, alla foce del Tinella, sul Valle Luna, non se ne vedono che pochi esemplari. «E’ possibile che siano diventati molti meno – spiega Marco Saroglia dell’università dell’Insubria – ma è praticamente impossibile che la popolazione sia stata azzerata». Non resta che cercare di capire che fine abbiano fatto quelli rimasti; punto fermo della faccenda è che nessuno ha mai condotto uno studio approfondito su questa specie, e che, dall’altra parte, è altamente probabile che con una “politica della padella” com’è stata lanciata a Varese, che peraltro è davvero una trovata simpatica ed efficace insieme, è possibile rientrare senza traumi nell’assetto naturale dell’ecosistema del lago.
«E’ possibile che vedendosi attaccati in questo modo si sino spostati – spiega Saroglia – o che si siano ritirati sul fondo. Se vogliamo prenderli lo stesso basterà usare il sistema che viene impiegato normalmente per prendere i pesci sul fondo, le nasse. Sono delle specie di trappole». Se però non si avvicinassero più alla riva parte dei danni sarebbe già eliminata in partenza. Una delle minacce più forti infatti era quella alle uova
di pesce persico che il gambero si mangia molto volentieri e che trova appunto verso la riva. Di effetti collaterali se il gambero sparisse o fosse fortemente ridotto invece non ce ne sono. «E’ una preda ambita da siluri, aironi e cormorani. Se imparassero ad andare da un’altra parte non è che mi dispiacerebbe, sono troppi. A dirla tutta qualcuno li mangia anche: se iniziassimo a mettere sulla griglia anche loro sarebbe il massimo».
Francesca Manfredi
e.marletta
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