Roma, 23 ago. (Apcom) – C`è un pezzo d`Italia dentro ‘Somewhere’, il film che Sofia Coppola porterà in concorso a Venezia il 3 settembre (nelle stesso giorno nelle sale italiane). Il protagonista è Johnny Marco (Stephen Dorff), un divo hollywoodiano in crisi che si reca a Milano per ricevere un premio alla carriera. Non è un premio inventato: si tratta del Telegatto, il riconoscimento televisivo che fino a qualche anno fa veniva assegnato da
‘Tv Sorrisi e Canzoni’. “Cercavo uno show straniero in cui coinvolgere il mio protagonista – spiega la regista nel numero del settimanale in edicola domani – e ho pensato all`Italia perché c`ero stata io stessa, nel 2004, per accompagnare mio padre. Alloggiammo all`albergo Principe di Savoia, come Dorff nel film. Fu un`esperienza bizzarra: intorno a me era tutto molto vivace ma io non conoscevo l`italiano e non capivo nulla di quello che stava succedendo”.
Nella sequenza compaiono, nel ruolo di loro stessi, Simona Ventura, Maurizio Nichetti, Nino Frassica e Valeria Marini. “Volevamo essere autentici – prosegue la regista su ‘Sorrisi’ – ricreare una vera serata dei Telegatti, specialmente per il pubblico italiano che andrà a vedere il film”.
La sequenza milanese, realizzata al Teatro Smeraldo, è stata l`ultima girata per il film. “E in modo un po` frenetico. Avevamo pochi giorni, lo show si è quasi creato di fronte alla cinepresa. Ma è stato anche divertente, tutti gli artisti erano estremamente entusiasti: serviva una canzone e nel giro di un giorno qualcuno (Paolo Jannacci, n.d.r.) l`ha scritta e Valeria Marini l`ha imparata”.
Nella finzione, Johnny è frastonato dai lustrini e dai balletti della Marini. “La vv italiana è molto particolare, più sopra le righe rispetto alla nostra. Ma io – spiega – volevo solo far vedere cosa succede a un attore quando va a una premiazione all`estero, e mostrare come in fondo quella bolla di show business in cui va a rinchiudersi non c`è solo a Hollywood, è un po` la stessa in tutto in mondo”.
In chiusura di intervista, la regista rivela di aver accantonato un progetto cinematografico sui vampiri. “Ci pensavo, ma ne sono usciti talmente tanti”.
CAW
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