Roma, 5 lug. (Apcom) – Il Venezuela ha riservato i più alti onori di Stato a uno degli eroi dell’indipendenza del XIX secolo: Manuela Saenz, nota come “La Libertadora del Libertador”, amante del leader rivoluzionario Simon Bolivar. Oggi, i resti della donna, morta in solitudine nel 1856 in Perù, verranno tumulati accanto a quelli del suo amato nel Panteón Nacional.
Da anni gli storici sudamericani avevano rivalutato la figura di Saenz, figlia illegittima di un nobiluomo che riuscì a conquistare il grado di generale nelle file dell’esercito rivoluzionario di Bolivar. Tuttavia, solo di recente i governi di Ecuador e Venezuela hanno deciso di riservarle i più alti onori di Stato, recuperando i “resti simbolici” di Saenz, come li ha definiti il Presidente venezuelano Hugo Chavez, nella piccola città di Paita, nel nord del Perù, dove la donna morì di difterite. Il corpo della donna venne infatti messo in una fossa comune, per cui le autorità hanno deciso di raccogliere della terra dalla regione, di riporla in una scatola e di trasportarla attraverso Perù, Colombia ed Ecuador prima della tappa finale in Venezuela.
Oggi, in concomitanza con il 199esimo anniversario della firma dell’atto di indipendenza del Venezuela, i resti della donna verranno tumulati accanto a quelli di Bolivar. Per l’occasione, scrive la Bbc, Chavez e il Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, terranno un discorso, in cui non mancheranno riferimenti ai sacrifici fatti dalle donne durante la lotta per l’indipendenza dell’America Latina, così come all’oblio a cui sono state condannate per tanti anni dagli storici.
L’iniziativa non è comunque piaciuta a molti accademici. “L’intenzione del governo è quella di manipolare la storia, ma anche di cambiare radicalmente il culto bolivariano”, ha detto Elias Pino Iturrieta, membro dell’Accademia nazionale di Storia del Venezuela, autore di numerosi testi sul culto di Bolivar nel Paese. Diversi oppositori del Presidente hanno invece sottolineato come la cerimonia per Manuela Saenz miri a rinfocolare il nazionalismo del Paese prima delle elezioni amministrative di settembre.
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