Per il made in Italy risuona un primo yes

BRUXELLES Made in, un primo sì dall’Europarlamento per rafforzare la battaglia per l’etichettatura obbligatoria. Ma solo per i beni destinati al consumo finale. Larga maggioranza ieri mattina in commissione commercio internazionale per il regolamento sulla marchiatura d’origine dei prodotti extra-UE di cui è relatrice l’eurodeputata finiana del Pdl Cristiana Muscardini. «La tesi italiana fa breccia in Europa» esulta il viceministro al commercio estero Adolfo Urso. Per l’eurodeputata Lara Comi (PdL), impegnata in un’analoga battaglia sul commercio interno alla Ue, il voto di ieri è «un passaggio importante che rafforza

quello già fatto sul tessile, che andrà in seconda lettura in Parlamento a marzo. Ora il sistema Italia deve presentarsi forte e unito per ottenere il “made in” in ambito europeo. Dalla nostra abbiamo un alleato importante come la Francia». Ma Confartigianato resta critica nei confronti dello stop imposto all’entrata in vigore della legge Reguzzoni-Versace, prevista per il 1° ottobre ma slittata in quanto inapplicabile in attesa dei rilievi della Commissione Europea. Ma come ribadisce Urso, «la strada maestra per tutelare il made in Italy passa per l’Europa».Andrea Aliverti

m.lualdi

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