Affari illeciti e l’ombra degli 007 Svolta nell’omicidio di via Poma?

Affari illeciti e l’ombra degli 007 Svolta nell’omicidio di via Poma?

ROMA – Potrebbe aprirsi una nuova pista, inquietante, per trovare la verità sulla morte di Simonetta Cesaroni, trovata cadavere in Via Poma a Roma il 7 agosto 1990, un omicidio per il quale è ora sotto processo l’ex fidanzato Raniero Busco. L’ipotesi, raccontatadal Corriere della Sera, porta a ritenere che il delitto sia maturato nell’ambiente di lavoro di Simonetta, che faceva la segretaria contabile presso la Reli Sas, società “gemella” di un’altra immischiata in vicende di maxi tangenti negli appalti legati alla cooperazione tra Italia e Africa e in qualche modo vicina ai Servizi segreti. Viene citata una deposizione del 1996 di un uomo al confine tra criminalità e Servizi, Luciano Porcari, un affarista implicato allora nell’inchiesta “Cheque to Cheque'” della Procura di Torre Annunziata che si occupò di tangenti tra Italia e Africa negli appalti per la cooperazione e gli aiuti umanitari. Porcari, che all’epoca aveva lavorato in Africa negli ambienti oggetto

dell’inchiesta, era ritenuto attendibile dagli inquirenti e in una circostanza racconta di essere entrato in contatto con agenti dei Servizi, uno dei quali fu trovato morto a Roma nel 1995 in circostanze misteriose. Porcari parla anche di una società con sede a Roma, attiva nella cooperazione con l’Africa del nord, implicata in quei traffici e di “facciata” anche per conto dei Servizi. Si trattava della Dolmen srl, i cui uffici erano a pochi metri da una sede del Ministero dell’Interno dal quale dipendeva il Sisde. Proprio la Dolmen, dice nel 1996 Porcari, aveva una “società gemella in via Poma”, nella quale lavorava “la povera Simonetta Cesaroni”, che “era la ragazza incaricata di stipulare i contratti per conto di queste società al di fuori del suo lavoro normale, e quindi inevitabilmente era a conoscenza di queste operazioni illecite. Tutte le persone che hanno avuto conoscenza delle attività di queste società sono state uccise”, ricorda l’uomo.

u.montin

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