VARESE Addio Ici, Irpef su affitti e seconde case, imposte di registro e ipocatastali sulle compravendite: ogni varesino in futuro pagherà 348 euro di “service tax”. È questo il valore medio stimato dell’imposta immobiliare unica che sta per andare sotto il controllo diretto dei Comuni nell’ambito della riforma sul federalismo. Il Governo promette che non aumenterà la pressione fiscale complessiva, ma Confedilizia Varese teme che si traduca invece in un incremento dei prelievi per i contribuenti. La “service tax” infatti dovrebbe riunire sotto un’unica voce tutto il fisco immobiliare diventando uno dei pilastri delle entrate degli enti locali (a cui verranno tolti i trasferimenti) nella futura Italia federale. Ma quanto vale? Il Sole 24 Ore ha provato a fare i conti dell’imposta che dovrà essere definita in uno dei decreti attuativi del federalismo fiscale. E che secondo quanto si apprende ad oggi, dovrebbe comprendere l’Ici (non quello sulla prima casa, abolito) e tutti i frutti fiscali delle compravendite e degli affitti. Per Palazzo Estense si stima un gettito complessivo di 28,6 milioni di euro, pari al 25,7% delle entrate comunali. In pratica 348,4 euro pro capite
per ogni cittadino, grazie ai quali Varese si piazza al 25° posto in Italia quanto a esborso medio. In testa alla classifica italiana c’è Mantova (529,1 euro pro capite), seguita da Bologna, Firenze, Milano e Pisa (tutte oltre i 470 euro), ma in Lombardia ci battono anche Lecco (424), Como (410) e Brescia (353). A determinare l’entità delle entrate sarà il patrimonio immobiliare, o meglio il numero di unità immobiliari presenti nel comune, e in particolare le seconde case che oltre all’Ici pagano anche l’Irpef. E poi la vitalità del mercato immobiliare delle compravendite, il livello delle rendite catastali (su cui basare il valore dell’Ici) e il livello degli affitti.Oltre ad arrivare in soccorso delle casse comunali disastrate, la “service tax” promette di dare alle amministrazioni maggiore autonomia impositiva. Anche se la regola generale è che la pressione fiscale complessiva rimanga invariata. Ma Confedilizia Varese non ci crede: «Se sarà lasciata la potestà ai comuni di incrementare la pressione fiscale, è chiaro che ne usufruiranno – dice Mario Bassani, segretario provinciale dell’associazione di proprietari di case – la preoccupazione concreta è che i prelievi aumentino».Piero Orlando
s.bartolini
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