VARESE La prima partita del Varese in serie B al Franco Ossola infiamma i cuori dei tifosi e fa fare affari d’oro ai botteghini che vendono gadget. Siamo ancora in estate e vanno forte le magliette e i cappellini rossi. Ma ci sono anche bavaglini e tutine per baby tifosi. Le vuvuzelas, poi, hanno sdoganato i mondiali e continuano ad essere acquistate anche per il campionato di serie B, tanto che anche ieri ne sono state vendute a decine. Il tifo, però, ha nascosto il loro inconfondibile ronzio.Se i commercianti della zona hanno abbassato le saracinesche prima del tempo, gli ambulanti hanno fatto affari d’oro. «Se tutto l’anno fosse così non ci starebbe male» commenta Michele Scaringella, proprietario di un chiosco ambulante che vende bibite e panini. Unico problema il vento, che in certi momenti ha messo a dura prova i tendoni dei chioschi, arrivando anche a sollevarli. Durante la partita, fuori dallo stadio si trova sempre qualche irriducibile che ascolta il tifo. Come Angelo Cattaneo, radiolina con la partita nelle orecchie e sguardo rivolto al Franco Ossola: «Aspettavo degli amici, non sono arrivati e alla fine sono rimasto qui». In un certo senso, stare in piedi in una via Manin deserta, senza auto, ascoltando i cori dei tifosi
non sarà come stare nei pressi di un concerto, ma ha sempre un certo fascino. E qualcuno, come Angelo Massaro, ne ha approfittato per fare una bella passeggiata. Anche se tutto è andato bene, da parte degli spettatori sono arrivate alcune lamentele. Francesco Folisi, residente a Luino, è rimasto in coda dalle 14 davanti al botteghino e alla fine si è sentito dire che, per un guasto alla rete, sarebbe dovuto andare alla Casa del Disco per comprare i biglietti. La situazione, però, pare essersi risolta quando sono state riaperte le prevendite. Altre lamentele sono arrivate dai tifosi bergamaschi che hanno avuto difficoltà a raggiungere lo stadio per la scarsità di indicazioni. La tessera del tifoso, indispensabile per vedere la partita, non ce l’ha ancora nessuno. Al suo posto basta esibire un foglio che documenta l’avvenuta richiesta. Alcuni, però, non l’avevano portato pensando non fosse importante. Per concludere una curiosità: non ci sono stati momenti di tensione, ma pare che nel primo pomeriggio sia stato un ragazzino a destare allarme cercando di colpire i tifosi dell’Atalanta con il getto di una pistola d’acqua. Sembra una barzelletta, ma la conferma dell’accaduto arriva dalla polizia. I ministri Roberto Maroni e Umberto Bossi, attesi fino all’ultimo non si sono presentati. Adriana Morlacchi
s.bartolini
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