Roma, 26 mar. (Apcom) – La maggioranza va avanti in Senato a
spron battuto sul testamento biologico. Archiviate le
fibrillazioni interne delle scorse settimane, arginati i pochi
casi di coscienza (contrari al ddl della propria maggioranza o
ostili ad una legge tout-court), il ddl Calabrò supera incolume
lo scoglio dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali e
Palazzo Madama scarta ogni proposta dell’opposizione per
ammettere la loro sospensione in casi eccezionali (o
eccezionalissimi).
Le parole del cardinal Bagnasco (“niente lungaggini o
tentennamenti”) sono ancora nell’aria e, per il Popolo della
libertà, è ormai alle porte un congresso fondativo che sembra
ripercuotersi anche nella compattezza del voto sul testamento
biologico. “Non mi aspetto più niente”, commenta alla fine del
voto Anna Finocchiaro. “Si sono irrigiditi, in modo per certi
versi irragionevole, per altri versi ingeneroso, per altri ancora incostituzionale”. “Stiamo approvando una legge per difendere la vita”, afferma da parte sua Maurizio Gasparri, che sottolinea: “Con i voti segreti, i nostri consensi sono aumentati”.
E’ sul tema della nutrizione artificiale che ieri si sono confrontate – o meglio, scontrate – maggioranza e opposizione. La questione è la più centrale e controversa dell’intera legge dalla vicenda di Eluana Englaro in poi. La maggioranza ha sempre escluso la possibilità di sospenderle, l’opposizione – e in particolar modo le diverse anime del Pd – hanno espresso, sul tema, posizioni sfaccettate. Ma nell’emiciclo di Palazzo Madama, al momento di arrivare al punto (contenuto nell’articolo 3), cadono uno dopo l’altro tutte le possibili soluzioni presentate dal Partito democratico.
La proposta di sopprimere del tutto il controverso comma 6,
avanzata dai radicali, da Marino (Pd) e da Astore (Idv) viene
bocciata senza indugio da una maggioranza sovrabbondante di 164
senatori. Viene bocciato un emendamento unitario del Pd che
ammette la sospensione di alimentazione e idratazione in casi
eccezionali. La capogruppo del Pd esprime comunque
“soddisfazione”, perché il partito di Dario Franceschini tiene
(122 voti). A sorpresa, poi, un drappello di cattolici del Pd
tenta un’estrema mediazione. La capogruppo in commissione Sanità
Dorina Bianchi e la ‘teodem’ Emanuela Baio illustrano un
emendamento che restringe l’eccezionalità dell’ipotesi di
sospendere la nutrizione artificiale al caso in cui “si verifichi
perdita irreversibile della funzione propria dell’individuo di
assorbimento e metabolismo”. Il relatore prima apre alla
proposta, suggerisce una riformulazione, poi la ritira. Il
Governo, per bocca del ministro Sacconi, prima plaude, poi si
rimette all’assemblea. Buona parte del Pd protesta
fragorosamente, l’Italia dei valori denuncia “furbizie e
strizzatine d’occhio”. Alla fine il presidente della commissione
Sanità Antonio Tomassini (Pdl) chiude definitivamente la porta:
“Speravamo un’ampia convergenza, è venuta fuori ancora maggiore
frammentazione. Propongo al mio gruppo di votare contro”. Con
voto segreto, i due emendamenti vengono seppelliti da un diluvio
di ‘no’. Dorina Bianchi accusa la maggioranza: “Era solo una
manfrina”. Maurizio Gasparri taglia corto: “Aprire a chi si
chiude è un esercizio francamente inutile”.
A questo punto la strada per l’approvazione della legge
è spianata.
Ska
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