VARESE La Quiete punta all’eccellenza: alla storica clinica privata varesina, acquistata alcuni mesi fa dal gruppo Polita, arriva un nome di primissimo piano della sanità non solo locale, il professor Paolo Cherubino. A lui è affidata la carica di direttore scientifico della struttura ed anche il compito di guidare la clinica verso un futuro di altissimi standard di qualità che possano essere di riferimento a livello internazionale. Ma quale sarà il rapporto con l’Ospedale cittadino? «Sarà un rapporto improntato a stabilire sinergie nell’ottica della sussidierietà, andando a colmare gli spazi dove il pubblico non arriva»: così assicura, negando per ora di scendere nei dettagli, il luminare che continuerà ad indossare il camice al Circolo dove è il numero uno in fatto di ortopedia, nonché ad insegnare in Università.Ieri è stato il giorno della presentazione ufficiale del nuovo corso de La Quiete Hospital. La cornice era quella del già ristrutturato corpo centrale della clinica: un intervento che ha riportato al loro splendore marmi e stucchi della villa e che, assicurano gli artefici del restyling, va al di là dell’aspetto puramente visivo. «Abbiamo deciso un piano di rilancio di questa importante struttura varesina – dice Sandro Polita – che sarà articolato in tre fasi andando dall’accoglienza del paziente al rinnovo delle attrezzature fino al coinvolgimento degli operatori sanitari». Il piano di rilancio è partito dalla ristrutturazione della villa
centrale,con la riorganizzazione delle sale operatorie e degli ambulatori e l’attivazione della terapia “sub intensiva”, ossia di una sala completamente attrezzata per il decorso post operatorio. Tra le novità anche la dotazione di una risonanza magnetica completamente aperta ideale per l’utilizzo nel caso di persone con problemi o di piccoli pazienti ed al momento unica di questo tipo su tutto il territorio provinciale. Oltre alla degenza, al blocco operatorio e al poliambulatorio, saranno anche attivati i “pianeti”, ossia spazi medici ad hoc rivolti a check up, chirurgia estetica, diagnostica pesante , donna ed ortopedia. «Non ho mai nascosto – dice Cherubino – il mio desiderio che Varese potesse essere un polo di eccellenza nel campo medico e scientifico: avrei voluto che ciò accadesse con il nuovo ospedale, ma non è stato così. Ora dunque accetto questa nuova sfida per realizzare un sogno». Una sfida resa possibile sicuramente da massicci investimenti in un settore, quello della sanità, che rappresenta una frontiera aperta.L’incontro con i Polita pare abbia funzionato al primo colpo: «Abbiamo avuto feeling fin dall’inizio» spiega Cherubino che ammette di essersi dimesso da preside di medicina perché «non ero in sintonia con le scelte politiche del rettore», e cita anche un altro motivo che lo porta con metà del cuore fuori dal servizio pubblico: «Con i tagli ormai certi livelli non sono più raggiungibili». Paola Provenzano
e.marletta
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