Roma, 30 mar. (Apcom) – ‘Apocalypse Now’ di Francis Ford Coppola può essere annoverato senza tema di smentita nella lista dei film più rappresentativi della cinematografia del XX secolo. A conferire un’aurea mitologica alla pellicola non è solo l’ambientazione (la guerra in Vietnam), la storia, che indaga il confine labile tra il bene e il male nella natura umana, e i rimandi bibliografici ‘Cuore di tenebra’ di Joseph Conrad. Ma soprattutto il making of, la sua realizzazione: 238 giorni di riprese nelle giungle delle Filippine che misero a dura prova l’intero cast. Coppola in prima persona. E crearono un’attenzione morbosa da parte della stampa.
A indagare e raccontare uno dei più ambiziosi progetti del pluripremiato regista de ‘Il padrino’ è ‘Hearts of Darkness – Diario dell’Apocalisse’ di Fax Bahr e Gorge Hickenlooper nato dal materiale originale girato da Eleonor, moglie di Coppola, sul set del film.
Il documentario, che Feltrinelli pubblica in questi giorni nella collana Real cinema, racconta di un viaggio, reale e metaforico che tutto il cast affrontò, parallelamente a quello del protagonista: Willard, (Martin Sheen) capitano dei servizi segreti americani incaricato di uccidere il colonnello disertore Kurtz (Marlon Brando) colpevole di aver creato un suo regno privato nella giungla ai confini della Cambogia.
La voce di Eleanor Coppola fa da filo conduttore tra tutti i
preziosi contenuti presenti: le immagini di Martin Sheen che,
ubriaco, rompe per errore uno specchio ferendosi la mano,
regalando al film una delle sue scene più drammatiche, le
confessioni di Sam Bottons che ammette di aver girato alcune
scene sotto l’effetto di droghe, un inedito Marlon Brando che
gioca sul set con alcuni bimbi filippini e, non ultime, riprese
e registrazioni di alcune telefonate di un Coppola in continuo
bilico tra depressione e ambizione.
Non un semplice making of, quindi, ma un film nel film che, attraverso la prospettiva unica dei protagonisti, permette di far luce su una pellicola che fece scorrere fiumi d’inchiostro sulla carta stampata internazionale, prima, durante e dopo la sua realizzazione.
A corredare questo prezioso contenuto, un secondo dvd, ‘Coda:
thirty years later’. Ancora una volta è la prospettiva
privilegiata di Eleanor Coppola a raccontare l’ultima creazione
di suo marito, ‘Un’altra giovinezza’, progetto altrettanto
ambizioso ma per le ragioni opposte. Non più una megaproduzione
hollywoodiana e un budget da capogiro ma un set europeo, un film
realizzato a basso costo e una troupe ridotta al minimo. Il più
originale dei modi per ritornare sulle scene dopo 10 anni di
silenzio.
Caw
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